di Chia.Fa.
Sedici anni. Tanto ha chiesto il pubblico ministero Michela Petrini per Haran Varoshi imputato davanti al tribunale di Spoleto per il tentato omicidio premeditato della ex fidanzata e dell’incendio dell’abitazione di lei, che ha cosparso di benzina il 30 gennaio 2017. Nell’esplosione e nel rogo la donna ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 20 per cento del corpo e anche lui è rimasto ferito.
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TUTTO SUL TENTATO OMICIDIO
Chiesta condanna a 16 anni Durata oltre due ore e arrivata nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, con la requisitoria è stato ricostruito quanto accaduto quel lunedì pomeriggio nell’immobile di via Montecchio a Nocera Umbra, dove il ventottenne incensurato «ha staccato l’elettricità per disattivare la videosorveglianza, è entrato urlando “ti ammazzo”, ha colpito con una bastonata la ex e ha poi cosparso di benzina tre vani dell’appartamento», ma avrebbe anche gettato il liquido infiammabile sulla vittima, come la stessa, costituita parte civile con l’avvocato Tiziana Fusaro, ha riferito nelle precedenti udienze davanti al collegio penale (presidente Padula, a latere Sdogati e Cercola) e come in effetti è stato riscontrato dalle consulenze, che hanno rilevato la presenza di benzina sul maglione della donna. Secondo la ricostruzione del pm a innescare l’esplosione e l’incendio di vaste proporzioni, in cui la ex è rimasta gravemente ferita, è stata una «scintilla generata dal telefono cellulare della vittima, colpito e piegato dall’imputato», tuttora ristretto ai domiciliari e difeso dall’avvocato Massimo Zaganelli, di cui nella prossima udienza è attesa l’arringa.
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