Nicola Gratteri

Quarantadue condanne, 18 assoluzioni e tre non luogo a procedere. Questa la sentenza emessa lunedì pomeriggio dal gup del tribunale di Catanzaro, Gabriella Logozzo, nei confronti degli indagati del processo con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta Infectio-Malapianta della Dda di Catanzaro. La pronuncia è riportata da alcuni media calabresi e umbri.

L’inchiesta di Gratteri Era il dicembre 2019 quando sono stati mozzati i tentacoli della ‘ndrangheta in Umbria, facendo scattare l’arresto di 27 persone e sequestri per 10 milioni, mozzando i tentacoli della ‘ndrangheta in Umbria, dove sono state sequestrate preventivamente le quote e il patrimonio di tre società tra Marsciano, Torgiano e Corciano. L’indagine a cui hanno lavorato tre squadre mobili, Catanzaro, Reggio Calabria e Perugia, con gli investigatori coordinati dal procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha permesso di contestare a vario titolo agli indagati, complessivamente oltre 90, i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e occultamento di armi clandestine, minacce, violenza privata, ma anche associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di una serie di reati di natura contabile o economico-finanziaria strumentali alla realizzazione sistematica di frodi in danno del sistema bancario.

Droga, intimidazioni, truffe e politica Tra le pieghe dell’inchiesta sono emerse intimidazioni a imprenditori edili per un cantiere di Ellera, un gigantesco traffico di droga e truffe per 700 mila euro ai danni di cinque banche, con l’indagine che ha anche sfiorato la politica: alcuni indagati intercettati, infatti, sostenevano di aver appoggiato alcuni candidati al consiglio comunale di Perugia, mai iscritti nel registro degli indagati, al punto di averli fatti eleggere per sostenere gli interessi della ‘ndrangheta.

Condanne e assoluzioni Nelle ultime ore è arrivata la sentenza per i 63 indagati degli oltre 90 che avevano scelto il rito abbreviato nell’ambito di un processo in cui il Comune di Perugia si era costituito parte civile: a palazzo di Priori il gup ha riconosciuto un risarcimento di 30 mila euro. Per quanto riguarda gli umbri o i calabresi residenti in regione e coinvolti nell’inchiesta sono stati condannati Natale Ribecco a 15 anni e 4 mesi, Francesco Ribecco a 9 anni e 4 mesi, Sherif Arapi alla pena di 8 anni di reclusione, Fabrizio Conti a 7 anni e 8 mesi, Francesco Valentini a 7 anni e 4 mesi, Emiliano Regni a 5 anni e 8 mesi, Illirjan Cali a 1 anno e tremila euro di multa. Sono stati assolti invece: Giuseppe Affatato, Sauro Passeri, Dimitru Florin Gafitescu. Qui tutti i condannati e gli assolti. 

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