Il tribunale nuovo di Perugia (Foto Troccoli)

di F.M.

Nella sua denuncia aveva detto che era entrato in casa sua e alla fine di una lite le aveva messo un asciugamano al collo e aveva tentato di strangolarla. Anche il referto medico dell’ospedale di Perugia parla di «cervicalgia da trazione». Lunedì mattina in tribunale a Perugia sarebbe dovuto iniziare il processo al tunisino 40enne accusato di tentato omicidio e violenza privata, ma per assenza di giudici per comporre il collegio, il processo è stato rinviato.

Il racconto della donna La donna aveva raccontato nella sua denuncia che il suo ex convivente non aveva accettato la fine della loro relazione, convinto anche che lei avesse un altro. Per quello, secondo la sua versione, era entrato in casa sua e aveva tentato di ucciderla con quell’asciugamano, al culmine dell’ennesima lite. Dopo moltissimi messaggi e moltissime chiamate moleste.

Lui: era lei che mi perseguitava L’uomo, difeso dall’avvocato Fernanda Cherubini, ha sempre dato una versione  diversa e opposta a quella fornita dalla donna che si è costituita parte civile con l’avvocato Ubaldo Minelli. Secondo lui era lei ad essere molto gelosa di lui, ed era sempre lei a non aver accettato la fine della loro relazione. E per quel motivo avrebbe continuato a cercarlo a tutte le ore con chiamate e messaggi facendo intervenire anche la sorella dell’uomo quando lui non rispondeva. Lui aveva raccontato che più che un’aggressione quella successa quando era andato a riprendere le sue cose, era stata una difesa.  Saranno i giudici a stabilire chi dei due racconta il vero.

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