Uno ha aggredito i poliziotti per ribellarsi al trasferimento in altro istituto; un altro a pochi giorni di distanza dall’aggressione a un’infermiera ha messo le mani addosso agli operatori che gli negavano alcuni oggetti depositati al casellario. Sono i comportamenti assunti da un paio di detenuti ristretti nel carcere di Terni che nella giornata di martedì hanno mandato alcuni agenti al Pronto soccorso mentre altri sono stati refertati al presidio Usl interno. A riferirlo in una nota sono Claine Montecchiani, delegato Fp Cgil della Casa Circondariale, e Valentina Porfidi, segretaria generale della Fp Cgil di Terni.

Arriva in Umbria il sottosegretario Ostellari Gli episodi critici di Terni seguono il suicidio di un detenuto avvenuto in questo istituto, ma anche la doppia aggressione in un giorno registrata a Spoleto e i due agenti finiti in Pronto soccorso a Perugia. Tutte le sigle sindacali stanno invocando interventi da parte del governo, ma per ora l’unica risposta è la visita del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari (Lega), attesa per l’8 marzo. Quel giorno l’esponente del governo «visiterà le carceri di Terni e Perugia, accogliendo in quelle sedi anche le direzioni degli istituti penintenziari di Spoleto e Orvieto», ha detto mercoledì mattina la consigliera regionale Manuela Puletti (Lega), spiegando che l’8 marzo sarà «una giornata di confronto volta a illustrare e approfondire le evidenti difficoltà che le direzioni dellecarceri umbre stanno vivendo ormai da anni, e che sempre più spesso lacronaca locale ci ricorda tra carenza di organici,sovraffollamento, gestione sempre più problematica dei detenuti psichiatrici».

Cgil: «Terni la ‘valvola di sfogo’ delle carceri toscane» Rispetto alle ultime due aggressioni subite da agenti della penintenziaria all’interno del carcere di Terni, Montecchiani e Porfidi evidenziano che «non è la prima volta che la prestanza fisica e la violenza di giovani reclusi, spesso con problemi psichiatrici e avvezzi a menar le mani, hanno la meglio su un personale carente numericamente e a elevata anzianità anagrafica». I due sindacalisti della Cgil, poi, stigmatizzano «la miope indifferenza dei superiori uffici che hanno fatto di Terni la ‘valvola di sfogo’ degli istituti toscani» e ribadiscono «la grave carenza di organico non solo della polizia penitenziaria, ma anche del personale educativo e sanitario». L’auspicio è ovviamente «un cambio di rotta sulla gestione delle politiche penitenziarie, a cominciare dalla psichiatria specialistica», ma Montecchiani e Porfidi dicono anche che «è la prima volta che ci rivolgiamo al direttore e al comandante del carcere di Terni, ai quali chiediamo un intervento serio nei confronti dei superiori».

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