di Enzo Beretta
Quattro persone sono sotto processo a Perugia con l’accusa di aver truffato banche e società di leasing per impossessarsi di 25 auto pagate in minima parte e poi rivendute. L’elenco è lungo: ci sono Jeep superaccessoriate da 73 mila euro, Citroen un po’ più modeste ma anche una potente Alfa Romeo da 70 mila euro e una lussuosa Mercedes il cui valore sfiora gli 80 mila. Valore complessivo delle auto: circa 850 mila euro.
Il processo L’istruttoria si è aperta ieri davanti al collegio di giudici composto da Carla Giangamboni, Lidia Brutti ed Elena Mastrangeli. I reati contestati dalla Procura umbra vanno dall’associazione per delinqueere alla truffa, passando per l’appropriazione indebita e la bancarotta. I quattro imputati, tra cui un commercialista, stando alle accuse «si associavano tra loro al fine di commettere una serie indeterminata di reati di truffa e appropriazione indebita ai danni di istituti di credito, società commerciali e società di leasing».
La società Al centro delle indagini c’è finita una società di Umbertide «solo all’apparenza operativa ma con sede inesistente». Precisa il pm: «Sorge infatti solo un casolare di montagna diroccato, isolato e in stato di abbandono». Come hanno fatto dunque a ottenere i finanziamenti? «Facendo apparire, mediante presentazione di bilanci ed altri documenti falsi, una florida realtà aziendale con 24 dipendenti e un fatturato superiore ai cinque milioni di euro, hanno conseguito il possesso di 25 autovetture dalle società di leasing, e dopo aver pagato solo le rate iniziali del contratto di locazione finanziaria, omettevano gli ulteriori pagamenti, rimanendo in possesso dei veicoli locati che rivendevano o tentavano di rivendere a terzi». I fatti contestati vanno dal 2017 al 2018. Inoltre i quattro imputati – originari di Isernia, Chieti, L’Aquila e Teramo – «distraevano, occultavano o dissipavano in tutto o in parte i beni della società fallita cagionando pregiudizio ai creditori». In questo processo – la prossima udienza è in calendario a novembre – sono impegnati gli avvocati Corrado Viazzo, Enrico Mazzarelli, Alfonso di Giminiani, Nicola Rago, Rosanna Marulli e Roberto Erasti.
