di C.F.
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Suicidio imprenditrice 40enne, anche la chiesa diocesana di Spoleto-Norcia «richiama l’attenzione sulla crisi socioeconomica dell’Umbria, più forte che in altre regioni». Dopo la rabbia e il dolore dei vertici di Confcommercio anche l’archidiocesi guidata da monsignor Renato Boccardo, informato dei fatti seppur non presente in città in questi giorni, ricorda la piena disponibilità del personale dei centro di ascolto Caritas, a cui le persone in difficoltà possono rivolgersi.
I poveri della porta accanto «Senza entrare nel merito della vicenda, per il quale l’archidiocesi è vicina nella preghiera ai familiari e agli amici della donna spoletina – si legge nella nota – il nostro impregno nell’individuare e placare i bisogni delle persone e delle famiglie, attraverso la rete dei Centri di ascolto presenti in molte parrocchie, è massimo». A raccontare il drammatico incremento delle richieste pervenute negli ultimi tempi è il direttore della Caritas, l’avvocato Giorgio Pallucco: «Sempre più persone si rivolgono a noi, sono tutte persone del posto, gente che conosciamo, nostri vicini di casa, ex compagni di scuola, amici, talvolta anche parenti: sono solito definirli i poveri della porta accanto. Sappiamo bene come – prosegue – il sentimento di vergogna non permette a chi è nel bisogno di manifestare le sue difficoltà e le sue fragilità a un’altra persona, sia anche un operatore volontario di un Centro di ascolto, che magari conosce e con il quale non si sente di condividere il proprio disagio»
«Chiede aiuto senza vergogna»Reazioni che per il direttore della Caratis testimoniano «un’altra forma di povertà, quella relazionale, ed è proprio qui che la crisi, quella che attiene ai valori della persona e alla sua dignità, si sta manifestando in modo più intenso». Ma anche più «insidiosa». Già, perché per l’avvocato Pallucco «dietro al mancato pagamento di una rata del mutuo, di un canone di locazione o di un’utenza si nasconde la povertà relazionale, generata dalla difficoltà nel chiedere aiuto, dalla rottura di qualche legame familiare, dalla solitudine. Una povertà inespressa e sottovalutata. Se si riuscisse a contrastarla efficacemente – conclude Pallucco – la povertà materiale sarebbe meno pericolosa per l’equilibrio personale e familiare di chi vive momenti di difficoltà economica».
Centri e risorse disponibili L’invito dell’archidiocesi è rivolto ai padri e alle madri, ai giovani come gli anziani: «Rivolgetevi ai Centri di ascolto, insieme possiamo individuare percorsi di uscita, attingendo, ove possibile, alle varie forme di sostegno che la comunità ecclesiale ha attivato anche in sinergia con altre realtà, troverete operatori e volontari disponibili all’ascolto e al dialogo, nella consapevolezza che attraverso incontri personali si possano individuare e risolvere quelle cecità che sono presenti, come ricorda spesso anche papa Francesco, nelle “periferie dell’esistenza”»
