di Enzo Beretta
Il titolare del ‘The Box’ di Città della Pieve finito in carcere con l’accusa di aver violentato all’interno del locale una ragazza ubriaca chiede di trascorrere gli arresti domiciliari nella discoteca in cui è avvenuto il presunto stupro. «Dopo i fatti avvenuti durante la notte tra il 1° e il 2 ottobre il locale è rimasto chiuso – spiega il difensore di Simone Peppicelli, l’avvocato Roberto Romagnoli -. Proprio sopra il locale c’è una piccola residenza, un luogo in cui il mio cliente potrebbe andare a vivere, se lo vorranno i giudici, per scontare il periodo di detenzione domiciliare. Quello è il suo domicilio di fatto».
«VIOLENTATA IN DISCO»: L’INDAGATO RESTA IN CARCERE
Riesame Nelle ultime ore il penalista di Montepulciano ha inoltrato al tribunale del Riesame l’istanza di scarcerazione per il suo cliente che prevede, in primo luogo, la remissione in libertà, quindi i domiciliari. La prima richiesta è un po’ ardita, considerato che nel corso dell’interrogatorio di garanzia Peppicelli si è avvalso della facoltà di non rispondere; probabilmente lo è anche a seconda, considerato che elementi nuovi non dovrebbe contenerne l’atto depositato al giudice di pace del tribunale toscano. Quando gli incartamenti arriveranno a Perugia verrà fissata l’udienza.
In cella Dietro le sbarre Peppicelli – si apprende attraverso il difensore – ha incontrato la madre che è andato a fargli visita. Sempre attraverso le parole del legale si scopre che nel merito della vicenda il 53enne fornisce un’altra versione, «proprio un’altra storia, molto diversa rispetto a quella che racconta la presunta vittima».
