di Enzo Beretta
Cinque medici dell’ospedale di Perugia sono indagati dalla Procura in seguito alla morte della diciassettenne Maria Elia avvenuta il 27 marzo 2022, tre giorni dopo essere stata ricoverata per una doppia infezione, una virale riconducibile a un’influenza di tipo H1n1 e una batterica da stafilococco aureo. L’accusa per un anestesista e quattro specializzandi riguarda l’’omicidio colposo. La notizia arriva dopo che il gup ha disposto ulteriori accertamenti accogliendo l’opposizione alla richiesta dei pm di archiviare il fascicolo d’indagine contro ignoti.

Incidente probatorio Il 5 aprile i medici Vittorio Fineschi e Monica Rocco – nel corso dell’incidente probatorio – dovranno riferire «qual è stata la tipologia e l’evoluzione della malattia che ha colpito Maria e quali le cause della morte». In quella sede i periti dovranno specificare «se ci sono stati ritardi nella diagnostica» e «se le terapie sono state corrette» oppure «se la condotta del personale medico è stata caratterizzata da imprudenza, omissioni, negligenza o imperizia, in relazione alle cognizioni tecnico-scientifiche che deve possedere il personale medico che si è occupato della paziente, e se tali omissioni o errori abbiano influenzato il decorso della patologia, ponendosi in correlazione con il decesso». In riferimento all’Ecmo il giudice vuol sapere se «poteva essere attivata in un momento antecedente o ci sono stati ritardi». Gli indagati sono difesi dagli avvocati Alessandro Vesi e Francesco Falcinelli, la famiglia viene invece assistita dai colleghi Nicodemo Gentile e Antonio Cozza.
