L’indagine sulla morte di Andrea Prospero, il 19enne abruzzese trovato senza vita a gennaio in un appartamento del centro di Perugia, si avvia alla conclusione. A coordinare il fascicolo, accanto al procuratore capo Raffaele Cantone, è ora anche il pubblico ministero Annamaria Greco.
A Perugia I genitori del ragazzo, Michele e Teresa, sono tornati nel capoluogo umbro nei giorni scorsi per incontrare i magistrati, convinti che ci sia ancora «una verità tutta da scrivere» – come rivela il Tgr dell’Umbria – diversa da quella emersa finora.
La morte Secondo le indagini, Prospero sarebbe morto per un mix letale di ossicodone e ansiolitici. Per il caso sono indagati due giovani: un diciottenne romano, arrestato a marzo per istigazione al suicidio, e un diciottenne di Afragola, accusato di cessione di sostanze stupefacenti. Il primo avrebbe seguito Andrea in chat fino al gesto estremo, il secondo gli avrebbe venduto l’ossicodone utilizzato. Ma è proprio la posizione del giovane romano a essere al vaglio della procura: secondo quanto riferito dal coindagato, sarebbe stato lui a fornire il farmaco, elemento che potrebbe portare alla contestazione anche dell’accusa di spaccio.
Indagini La parte dell’inchiesta legata all’istigazione al suicidio potrebbe concludersi a breve. La procura sta valutando la possibilità di procedere con giudizio immediato. Resta invece aperto un altro filone investigativo, relativo alle presunte truffe online nelle quali Andrea sarebbe stato coinvolto, insieme ad altri utenti di Telegram. Una volta depositata l’informativa della polizia postale, il fascicolo dovrebbe essere suddiviso per competenza territoriale tra più procure.
