di En.Ber.
Processo di stalking davanti al giudice Marco Verola. Stamattina, in aula a Perugia, è stata accolta la richiesta di costituzione di parte civile presentata dall’avvocato Delfo Berretti, difensore di una donna che ha denunciato l’ex compagno poi indagato per atti persecutori. Nella stessa udienza il processo a carico del trentunenne perugino è stato rinviato al 16 aprile, data in cui saranno ascoltati i primi testimoni del pubblico ministero. L’uomo deve rispondere di una serie di condotte che la Procura contesta come «reiterate minacce e molestie» tali da avere «cagionato nella vittima un grave stato di ansia e paura per la propria incolumità».
Accuse Secondo la ricostruzione della Procura il giovane avrebbe pedinato la ex fidanzata sia nei pressi dell’abitazione dei genitori che sul posto di lavoro, inviandole messaggi molesti e in alcuni casi minacciosi. Tra gli episodi elencati figura anche un drink versato addosso alla donna in agosto, sempre sul posto di lavoro, e i pugni scagliati contro il finestrino dell’auto del nuovo compagno, invitato a «stare lontano» dalla figlia. In altre occasioni l’imputato avrebbe scritto su Whatsapp di star «sorvegliando» la coppia già da diversi mesi.
Atto di parte civile «L’imputato, manifestando ossessiva gelosia, ha dimostrato di non essere in grado di arginare la sua rabbia nei confronti della parte lesa per la fine della loro relazione sentimentale», scrive l’avvocato Berretti nell’atto depositato in tribunale. «Si è reso autore di gravi e ripetuti episodi di molestie e minacce che hanno ingenerato nella ex compagna non solo il timore di un pericolo per la propria incolumità psicofisica, ma anche un forte stato di ansia e prostrazione psichica». L’imputato è assistito dall’avvocato Massimo Brazzi, che avrà modo di replicare alle contestazioni nelle prossime udienze.
