di En.Ber.
Accolta la richiesta di giudizio abbreviato condizionato per un 34enne di Perugia accusato di stalking nei confronti dell’ex fidanzata che aveva deciso di chiudere la relazione «a causa della morbosa gelosia dell’indagato» oggetto di un ammonimento del questore nel 2024. La donna, assistita dall’avvocato Sara Pievaioli, ha chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile nei confronti dell’uomo che la «molestava tramite messaggi Whatsapp e telefonate, chiedendole se fosse in compagnia del nuovo compagno». Agli atti del fascicolo ci finiscono «insulti e minacce»: «Tu non hai capito, poi ridiamo»; «Ti faccio vedere io», «Mammina di m…».
Le carte e la richiesta di risarcimento «Dopo essere venuto a conoscenza della querela sporta dalla donna – si legge nel capo di imputazione – ha comunque continuato a mantenere un atteggiamento provocatorio e minaccioso nei confronti della persona offesa, dicendo che non gli interessava nulla della denuncia vantando conoscenze in questura e proferendo frasi come ‘Tu non hai capito, è meglio per tutti che io non ti veda’». Una volta, nel maggio 2023, la donna ha ricevuto «una spinta» per cui è «caduta all’indietro, a terra a pochi centimetri da un tavolino». «Con tali condotte cagionava alla donna un perdurante stato di ansia e paura – conclude la Procura – nonché un fondato timore per la propria incolumità». Pievaioli ha chiesto un risarcimento di 10 mila euro. Si torna in aula il 21 ottobre.
