di Enzo Beretta

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Perugia, Margherita Amodeo, ha incaricato un perito per valutare la capacità e la eventuale pericolosità sociale di un romeno di 57 anni accusato di stalking. La decisione è stata assunta nel procedimento che vede imputato l’uomo del reato di atti persecutori nei confronti della moglie: l’esperto nominato dal gup dovrà esaminare la posizione dell’uomo e riferire in aula nel corso dell’udienza già fissata per il 28 aprile 2026.

Udienza La donna, parte civile attraverso l’avvocato Sara Pievaioli, all’epoca dei fatti si era rivolta ai carabinieri di Castiglione del Lago per sporgere querela. Tra gli episodi contestati figura anche una grave minaccia rivolta proprio mentre la donna si trovava in caserma. In quella circostanza l’imputato avrebbe gridato al telefono a un maresciallo dei carabinieri: «A me non interessa chi sei, io non ho paura di nessuno, appena torna mia moglie l’ammazzo». Un elemento che ha contribuito a delineare il quadro accusatorio finito al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Contestazioni I fatti oggetto dell’imputazione risalgono al 2025 e, secondo la Procura, risultano aggravati dalla «relazione affettiva» esistente tra l’uomo e la vittima. L’ex marito, descritto come geloso e incapace di accettare la fine del rapporto, «non tollerava l’interruzione della relazione» e con il suo comportamento avrebbe costretto la donna «ad alterare le sue abitudini di vita».

Telefonate All’imputato viene contestato di averla «incessantemente telefonata», fino a indurla a bloccare le comunicazioni, di aver avanzato continue richieste sulle «comunicazioni di tutti i suoi spostamenti», con «chiamate a ripetizione, anche alla sorella», e di averla accusata di avere «altre relazioni» e di tradirlo con altri uomini.

Aggressione Nel capo di imputazione vengono inoltre richiamati alcuni episodi specifici. Nell’aprile scorso l’uomo avrebbe seguito la donna in ospedale e, pochi giorni dopo, l’avrebbe inseguita con l’auto all’uscita di un supermercato, dopo averla insultata. Dopo averle chiesto scusa, però, l’avrebbe aggredita prendendola a «pugni in testa» in mezzo alla strada. L’esito della perizia disposta dal gup sarà ora centrale per le prossime decisioni del giudice.

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