L'ospedale Santa Maria di Perugia (foto F.Troccoli)

Una bella notizia sul conto del neonato fatto nascere domenica mattina , in emergenza, sottoponendo la madre, vittima dello scoppio della bombola a Montefalco, ad un tempestivo intervento chirurgico eseguito dai medici della struttura complessa di Ostetricia dell’ospedale di Foligno e subito trasferito all’Unità di Terapia Intensiva del S. Maria della Misericordia di Perugia: il neonato proprio nelle prime ore della mattina, dopo due giorni dalla nascita, ha iniziato a respirare autonomamente.

I medici «Adesso possiamo sciogliere la prognosi – ha comunicato attraverso l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera la dottoressa Cristiana Germini, che assieme a tutto il personale della struttura sanitaria ha seguito fin dall’arrivo del bambino, l’evolversi della situazione -.Oggi stesso abbiamo iniziato ad alimentare il neonato con il latte materno, prelevato dalla nostra Banca del latte, istituita poche settimane fa. D’ora in avanti- ha proseguito Germini – i progressi saranno lenti, ma il risultato più importante è stato raggiunto».
Intanto, sempre da fonti mediche si apprende che i parenti più prossimi dei genitori gravemente feriti nell’incendio di domenica mattina, e ricoverati nei centri Grandi ustionati di Cesena e Pisa hanno fatto richiesta al tribunale dei minori di Perugia per l’affidamento del nascituro per permettere loro di registrarne la nascita all’anagrafe. Il desiderio è di assegnargli il nome che i genitori avevano scelto, e cioè quello di Alessio.

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