di C.F.
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Dal primo gennaio e fino al 2020 il vivaio di Capezzano sarà gestito da Umbraflor srl, l’azienda vivaistica regionale. Questa la soluzione individuata dalla Comunità montana dei monti Martani e del Serano, Regione Umbria e Agenzia forestale per scongiurare la chiusura del sito di Spoleto, da 30 anni punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione di settore. Il protocollo d’intesa è stato siglato sabato mattina alla presenza dell’assessore regionale Fernanda Cecchini e di quello comunale Vincenza Campagnani che, però, ha duramente criticato il documento e la formula individuata.
Vivaio di Capezzano a Umbriaflor Nei locali di Spello di Umbriaflor, l’amministratore unico della srl pubblica Sandro Vitali, quello dell’Agenzia forestale regionale Massimo Bianchi e il commissario liquidatore della Comunità Montana Giuliano Nalli, hanno parlato di valorizzazione delle produzioni di Capezzano, a cominciare dalle celebri piante tartufigene e quelle di olivo microrizzato, ma anche del meleto tra i fiori all’occhiello delle colture presenti negli oltre 6 ettari di terreno ai piedi dei monti Martani. Per cinque anni l’azienda vivaistica regionale gestirà il sito, liberandolo così dal limite imposto con la legge regionale che ha vietato alle Comunità Montana, finora competente su Capezzano, la commercializzazione dei propri prodotti.
«Nessuno smantellamento, né svendita» Stando a quanto riferito dai rappresentanti istituzionali 5 saranno le unità in servizio a Capezzano, che potrà godere anche dell’attivazione di tirocini socio formativi che potenzieranno l’organico di ulteriori 2 unità. «Non ci sarà né smantellamento, né svendita del vivaio spoletino – hanno assicurato tutti i presenti – ma anche grazie alla collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, il sito di Capezzano tornerà a essere potenziato».
Assessore Campagnani critico Uno scenario che non convince neanche un po’ l’assessore all’ambiente del Comune di Spoleto Campagnani che si è presentata all’appuntamento di sabato con la mozione Pd modificata e approvata lunedì scorso dal consiglio: «Spoleto non ha partecipato alla definizione di questo protocollo d’intesa – ha affermato – vi lascio il testo del documento su cui si è espressa favorevolmente l’assemblea per farvi capire come questa soluzione sia contraria alla posizione di tutte le forze politiche della città, che nella mozione hanno chiesto di mantenere una vocazione territoriale del vivaio».
«Solo una toppa politica» A Umbria24 l’assessore Campagnani ha poi spiegato: «Attualmente a Capezzano lavorano soltanto due persone, ditemi voi come si può valorizzare un vivaio o qualsiasi altra realtà senza risorse umane, è evidente che questo protocollo d’intesa è una toppa politica per mettere a tacere le proteste degli operatori e dell’amministrazione in vista delle elezioni regionali. Sarebbe bastato – conclude – modificare la legge regionale e lasciare la competenza del vivaio alla Comunità montana dei Martani e quindi all’Agenzia Forestale».
