Tribunale di Spoleto (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Rinviato a giudizio. Inizierà a ottobre il processo a carico di un uomo di nazionalità marocchina accusato di aver bruciato più volte con posate arroventate e acqua bollente il figlio minorenne. La pronuncia del gup Daniela Caramico D’Auria è arrivata nel primo pomeriggio di martedì dopo che in mattinata le parti, a rappresentare in aula la pubblica accusa il sostituto procuratore Gennaro Iannarone, a difendere l’uomo l’avvocato Fabrizio Gentili, avevano formulato le rispettive richieste. L’uomo, di nazionalità marocchina ma da anni residente in città, è accusato di maltrattamenti in famiglia.

I fatti risalgono al 2011, poco dopo che il ragazzino aveva lasciato il Paese di origine per ricongiungersi al padre, a seguito della morte della mamma. A denunciaee le presunte atrocità è stato direttamente il 14enne che nell’ottobre dello stesso anno si è presentato ai carabinieri per raccontare gli episodi di cui sarebbe stato vittima.

Padre alla sbarra L’adolescente, immediatamente affidato a una residenza protetta, ha riferito di essere stato più volte ustionato dal padre con l’uso di posate arroventate o acqua bollente. Fatti, questi, che il ragazzo ha confermato il luglio scorso in aula in sede di incidente probatorio. A fare chiarezza su una vicenda particolarmente delicata, intorno a cui gravitano rapporti familiari turbolenti, sarà il processo.

Stalking E sempre ieri, davanti al giudice monocratico Roberto Laudenzi, si è aperto il processo a carico di 54enne imputato per stalking ai danni della ex moglie, maltrattamenti in famiglia, lesioni e danneggiamenti. L’uomo, secondo l’accusa rappresentata in aula dal pm Roberta Maio tra il 2009 e il 2012 avrebbe minacciato e molestato la donna con una raffica di sms, arrivando a colpirla al volto in una gelateria della città. Il 54 enne, che non avrebbe accettato la fine del matrimonio, avrebbe anche alzato le mani sui due figli minorenni costretti a ricorrere alle cure mediche. In aula si tornerà il prossimo 29 ottobre, anche se il giudice ha invitato le parti a trovare un accordo.

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