di C.F.
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«Angelo Musco ha diritto al compenso in qualità di amministratore unico Ase». Mette un punto, anche se il Pd nei giorni scorsi aveva annunciato di voler richiedere un parere alla Corte dei Conti, il segretario generale del Comune di Spoleto, Mario Ruggieri, chiamato a esprimersi sulla compatibilità tra la nomina del pensionato Musco ad amministratore unico Ase, la spa del municipio, e la riforma della pubblica amministrazione varata dal Governo tra giugno e agosto scorso.
Polverone Spoleto sì-Pd A sollevare il polverone era stata Spoletosì, formazione civica della coalizione di centrosinistra senza scranni in consiglio comunale, esprimendo anche perplessità sulla decisione di Musco, ex manager Monte Paschi, di rinunciare al compenso annuo, istituendo nove borse di studio per studenti medi. La polemica è stata apertamente sposata dal Pd che, come si diceva, ha annunciato di segnalare il caso alla Corte dei Conti. Non è chiaro se l’iniziativa sia già stata avviata, certo è che il consigliere democratico Massimiliano Capitani, prima in consiglio comunale e poi formalmente, si è mosso in solitarie, ponendo un quesito al segretario Ruggieri.
Ruggieri: «In Ase ammessi dirigenti o consulenti in pensione» Martedì il funzionario di Palazzo ha formulato la propria risposta, da qualche ore postata sulla pagina Facebook dell’Ase. «Vietando incarichi dirigenziali, ma anche consulenze, il legislatore – si legge nel documento firmato da Ruggieri – ha circoscritto l’ambito di riferimento all’elenco delle pubbliche amministrazioni redatto dall’Istat in cui Ase non figura, non essendo peraltro propriamente assimilabile a una pubblica amministrazione». Ergo: «Secondo la norma letterale ritengo – conclude Ruggieri – che il divieto in questione non valga per Ase che può quindi conferire incarichi dirigenziali, di studio e consulenza ai soggetti in pensione».
