Da sinistra: Antinarelli, Bececco, Lattanzi, Santocchia

di C.F.
Twitter @chilodice

Le fattorie didattiche come strumento per diffondere i principi della consapevolezza alimentare, ma anche per sviluppare il turismo scolastico e la conoscenza dell’ambiente rurale. Questi gli obiettivi che si sono impegnati a centrare Comune di Spoleto, Asl Umbria 2, associazioni di categorie (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) e circoli didattici, oltre naturalmente le quattro aziende agricole coinvolte che, lunedì mattina in municipio, hanno siglato un protocollo d’intesa della durata di tre anni.

Vicesindaco Bececco «Il documento – ha spiegato il vicesindaco Maria Elena Bececco – getta le basi per una serie di progetti che istituzioni, categorie e privati definiranno a stretto giro accomodandosi al tavolo di confronto, l’obiettivo è anche recuperare le nostre radici rurali coinvolgendo gli anziani, fino a qualche decennio fa totalmente integrati in un sistema familiare ed economico, mentre oggi con una società totalmente mutata rappresentano incredibilmente un’emergenza sociale da fronteggiare».

Si punta su fattorie didattiche Primi passi, dunque, per un percorso tutto ancora da tratteggiare ma che, come ha ribadito più volte Antonello Lattanzi, titolare di una delle quattro azienda coinvolte, «vede come assoluto protagonista il mondo rurale». Esperienze in questi anni se ne sono già fatte: «Noi – ha spiegato Lattanzi – abbiamo ospitato degli studenti di scuola media provenienti da Domodossola che con una serie di attività hanno scoperto il nostro territorio e poi con i coetanei di Spoleto, che hanno indossato i panni dei perfetti ciceroni, anche il patrimonio artistico e architettonico della nostra città».

Turismo scolastico Da qui la possibilità, rilanciata anche dal vicesindaco Bececco, di lavorare alla creazione di pacchetti turistici destinati alle scuole che, stimolati da una proposta più articolata, potranno scegliere di scoprire non solo i monumenti di Spoleto, ma anche le campagne circostanti. Per offrire copertura finanziaria ai progetti si guarderà ai fondi europei e in particolare al nuovo Psr (programma di sviluppo rurale), anche se le attività hanno anche un profilo sanitario, puntando a favorire, questo uno degli obiettivi centrali, una maggiore consapevolezza alimentare tra i più giovani.

Prevenzione sanitaria In questo senso, la dottoressa Simonetta Antinarelli, direttrice del distretto sanitario di Spoleto, e il dottor Franco Santocchia, coordinatore del dipartimento prevenzione Asl Umbria 2, hanno evidenziato come da progetti di questo tipo si possa arrivare a definire strategie per prevenire e contenere il drammatico fenomeno dell’obesità: «Dobbiamo individuare con attenzione i binari su cui sviluppare i progetti, perché sul fronte dell’alimentazione persiste una maggiore attenzione ai valori mercato che a quelli benessere e molti sono i pediatri preoccupati dalla mancanza di percezione del problema, l’obiettivo è quindi avviare un percorso profondo in grado di invertire una tendenza che causa problemi di salute che, va detto, accrescono significativamente i costi per l’Asl»

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