di C.F.
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Si è dimesso l’assessore al bilancio. Non è esattamente un fulmine a ciel sereno il passo indietro compiuto nella tarda mattinata da Paolo Proietti, che stamattina ha formalizzato all’ufficio protocollo la propria decisione. Un passo indietro, il suo, che arriva in una fase delicatissima per la giunta guidata dal sindaco Daniele Benedetti e per l’intero Ente.
Le parole di Proietti A motivare le dimissione è lo stesso Proietti che in una nota spiega: «Gli ultimi avvenimenti non possono che farmi prendere atto dell’assenza delle minime condizioni politiche atte a consentirmi di continuare a svolgere un compito che in questa fase richiede il massimo dell’impegno da parte di tutti». In altre parole Proietti non avrebbe riscontrato, tra i consiglieri e le forze di maggioranza, la compattezza necessaria per portare a termine il delicato compito di definizione del bilancio e del Piano di rientro.
Proietti: «Serve chiarezza» A ciò si aggiungerebbero motivazioni di natura «personale», in realtà relative ai contenuti della relazione sull’esito del riaccertamento straordinario dei residui firmata dal segretario generale Mario Ruggieri. «Ho svolto il ruolo affidatomi – scrive Proietti – fornendo precise linee di indirizzo relative alle modalità di composizione dei bilanci, affinché fossero impostati su principi di massimo rigore, trasparenza ed attendibilità, pertanto chiedo che venga fatta massima e completa luce su quanto avvenuto e su eventuali responsabilità».
Relazione di Ruggieri su cause «buco» Nel documento vengono individuate tre aree fortemente critiche, nell’ambito delle quali sono emerse le maggiori anomalie. In particolare si tratta dell’ufficio tributi, dove sono stati cancellati 8.9 milioni di residui attivi, praticamente la metà, di cui 5.8 relativi all’Ici e 2.3 alla Tarsu. Pesanti anche i controlli sul capitolo dei terremoti del 1984 e del 1997, da cui sono stati eliminati 8.1 milioni di residui attivi, mantenuti solo 766 mila, e quello dei lavori pubblici dove circa un quarto dei residui attivi, vale a dire 3.4 milioni, non avevano titolo per essere iscritti in bilancio. Nella relazione, consegnata anche alla procura, Ruggieri scrive: «Un riaccertamento con metodi analitici e valutazione approfondite sulle giustificazione per il mantenimento o l’eliminazione dei residui non è mai stato disposto, né richiesto». Eppure è proprio il Tuel a obbligare gli Enti locali al riaccertamento, mentre «verifica e controllo dell’adempimento sono affidati ai Revisori dei conti», mentre «ad adottare lo schema di bilancio sono la giunta, la commissione e il consiglio per i quali potrebbero configurarsi casi di responsabilità».
Pd: «Via a verifiche politiche» A parlare dopo le dimissioni di Proietti è solo il segretario del Pd Andrea Bartocci che, dopo aver espresso «comprensione» per la decisione di Proietti definito «persona responsabile e seria», scrive: «Alla luce di questi sviluppi, nei prossimi giorni verranno fatte tutte le verifiche politiche e tutti gli approfondimenti necessari nell’interesse della città».
