di Chia.Fa.

Ricorso al Tar contro l’asta di vendita dell’azienda di Giano dell’Umbria. Questa l’iniziativa legale avviata dagli attuali gestori della Tenuta San Felice, ossia di parte del compendio immobiliare che il proprietario Comune di Spoleto ha messo sul mercato lo scorso novembre a circa 3,3 milioni di euro, ma che attualmente è parzialmente locato ai privati in questione.

Ricorso al Tar contro la vendita dell’azienda di Giano Nel bando si legge che l’accordo tra le parti risale al 2000 e arriverà a esaurimento nel 2020. Una scadenza, questa, che viene contestata dagli avvocati del privato secondo i quali il contratto siglato impegna il municipio fino al 2030 a seguito di una transazione intervenuta tra le parti di cui non si conoscono i dettaglia ma che secondo i privati avrebbe allungato temporalmente il periodo di locazione. Da qui il procedimento di fronte ai giudici amministrativi ai quali, in sintesi, si chiede l’annullamento dell’asta di vendita. Il ricorso è stato depositato recentemente, ma già da un po’ ai giudici amministrativi è stata presentata istanza per la sospensiva, ossia si è richiesto di congelare la gara di vendita fino a quando la causa non arriverà a sentenza.

Sospensiva L’udienza per questo primo passaggio davanti al Tar dell’Umbria è fissata per la fine del mese, quindi i primi sviluppi sulla nuova e delicata vicenda arriveranno a stretto giro, mentre occorrerà pazientare molto di più per la sentenza, al momento l’udienza per discussione del ricorso non è ancora stata calendarizzato. Intanto, però, c’è da capire quale sarà la mossa degli amministratori comunali e non tanto in relazione alla costituzione in giudizio dell’ente, che appare al momento scontata, quanto alla gara di vendita da 3,3 milioni pubblicata a metà novembre e in scadenza il 31 marzo.

Altra grana per il Comune di Spoleto Se interventi ci saranno sarà chiaro nelle prossime ore, di certo c’è che il ricorso al Tar per l’annullamento della pesante procedura rappresenta un’altra grana per la giunta chiamata a valutare con estrema prudenza eventuali contromisure. Del resto l’operazione di dismissione del patrimonio immobiliare è di un certo rilievo. Per intendersi l’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli ha confermato la vendita di circa 150 ettari di terreni perlopiù da semina per la coltivazione di avena, segale e altri cerali, anche se non mancano oliveti e vitigni. Ma non solo. Come noto fanno parte del compendio agricolo agricolo in vendita pure una decina di fabbricati tra cui un agriturismo con piscina.

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