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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 02:04

Spoleto, paziente dimessa dopo 16 ore al pronto soccorso? Usl 2: «La notizia della questura è falsa»

Nota al vetriolo: «È entrata alle 19.45, non alle 7.30 del mattino, ed è stata dimessa dopo 4 ore. Così si crea un pericoloso allarmismo tra la popolazione»

L'ospedale di Spoleto

«Assolutamente falsa e priva di ogni fondamento» la notizia diramata dalla questura di Perugia secondo la quale una donna è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale di Spoleto «alle 7.30 e intorno a mezzanotte non era ancora stata dimessa». Lo scrive l’Usl Umbria 2 in un comunicato al vetriolo pubblicato nel sito ufficiale, nel quale viene spiegato che «l’azienda si riserva di tutelare in ogni sede l’operato dei professionisti e la buona organizzazione del servizio ospedaliero offeso e danneggiato da ‘notizie’ false ed inventate che rischiano di creare un pericoloso allarmismo tra la popolazione».

Usl 2: Paziente entrata alle 19.45, non alle 7.30 Si legge: «In relazione agli articoli di stampa in cui si denuncia ‘una lunghissima attesa al pronto soccorso dell’ospedale di Spoleto, dalle ore 7.30 alle 24’ che ha portato un uomo ‘esasperato e spazientito’ a contattare e richiedere l’intervento di agenti della Polizia di Stato, la direzione strategica dell’Azienda Usl Umbria 2 e la direzione del Presidio Ospedaliero San Matteo degli Infermi di Spoleto, non essendo stati neanche contattati per una verifica della veridicità di tali informazioni, al fine di chiarire l’episodio, tutelare l’immagine dell’azienda sanitaria, del nosocomio e dei professionisti che vi lavorano con impegno, dedizione e sacrificio e diffondere doverosamente una corretta informazione all’opinione pubblica, dichiarano che quanto riportato è assolutamente falso e privo di ogni fondamento». Viene precisato nella nota della Usl 2: «La signora di Spoleto, nata nel 1989, è giunta al pronto soccorso il 12 agosto 2022 alle ore 19.45, e non alle 7.30 del mattino, e dopo 20 minuti, tra arrivo e ingresso, è stata presa in carico dai sanitari a causa di un ‘dolore toracico’ lamentato dall’assistita. Gli approfondimenti del caso contemplano due controlli della troponina a distanza di tre ore, oltre all’esecuzione, regolarmente effettuata, di un rx torace. Dopo quattro ore la 33enne è stata dimessa con una diagnosi e la prescrizione di una terapia farmacologica». E aggiungono: «I fatti confermano, senza alcun dubbio, che l’operato dei professionisti del pronto soccorso sia stato anche in questa occasione ineccepibile, tempestivo e assolutamente adeguato tanto che gli stessi agenti hanno redarguito paziente e suocero per la chiamata inutile. Si ritiene quindi molto grave che un fatto che testimonia la buona organizzazione e una efficace risposta assistenziale, venga riportato, stravolgendolo, come episodio di malasanità».

La nota della Polizia Testuale, si poteva leggere nella nota della questura intitolata «Si stanca di attendere al pronto soccorso e in preda all’agitazione chiama la Polizia di Stato» (inviata alle redazioni sabato pomeriggio), che «gli agenti del commissariato di Spoleto sono intervenuti presso l’ospedale San Matteo degli Infermi a seguito di una chiamata pervenuta presso la sala operativa, con la quale un uomo lamentava i lunghi tempi di attesa al pronto soccorso. Gli operatori dell’Ufficio Controllo del Territorio – informavano le forze dell’ordine – giunti immediatamente sul posto hanno individuato e identificato l’uomo, un cittadino italiano – classe 1952 – che sentito in merito, ha dichiarato di aver discusso con il personale sanitario perché, nonostante avesse accompagnato la nuora in ospedale alle 7:30, intorno a mezzanotte non era ancora stata dimessa. Il 70enne, stanco per quella lunga attesa, aveva quindi deciso di rivolgersi alla Polizia di Stato». E ancora: «I poliziotti, a quel punto, hanno sentito il medico di turno che ha spiegato agli agenti che la donna era stata sottoposta a degli accertamenti che richiedevano tempi lunghi di attesa. A ritardare ulteriormente le procedure di dimissione, era stato anche l’arrivo di alcuni ‘codici rossi’ sopraggiunti nel corso della giornata. Dopo aver tranquillizzato l’uomo, gli operatori hanno invitato il 70enne a mantenere la calma e a mantenere un atteggiamento più consono al luogo».

Usl 2: «Inutili e pericolosi allarmismi tra la popolazione» «La direzione strategica dell’Azienda Usl Umbria 2 – conclude il comunicato del Servizio sanitario regionale – che in questi anni si è contraddistinta per la ricerca di un dialogo con tutte le componenti e di un rapporto sereno e costruttivo nell’interesse generale della comunità, non sottraendosi a critiche o polemiche e chiarendo, sempre in modo propositivo e con la massima trasparenza, disponibilità ed apertura al dialogo la propria posizione, non è più disposta a tollerare simili atteggiamenti, irresponsabili, inaccettabili e strumentali, che generano sfiducia e sconforto tra il personale, minano la qualità del lavoro degli operatori che quotidianamente salvano vite umane e rischiano di generare inutili e pericolosi allarmismi tra la popolazione».

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