di Chiara Fabrizi
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Putiferio in Comune tra gli operai ex-Pozzi. È tornata a esplodere all’indomani della mobilitazione cittadina intorno all’emergenza lavoro, la rabbia dei lavoratori del polo metallurgico che, giovedì mattina, durante l’incontro con il sindaco Daniele Benedetti e l’assessore Paolo Proietti, sono arrivati ai ferri corti con le proprie rsu (rappresentanze sindacali unitarie). A palazzo municipio sono dovuti intervenire gli uomini del commissariato che hanno identificato alcune persone, anche se al momento nessuno avrebbe presentato denuncia.
Tensione alle stelle Nel mirino delle maestranze di Santo Chiodo sono finite quelle rsu che proprio mercoledì, tra il corteo e il consiglio comunale, hanno autorizzato la consegna di alcuni motori bicilindrici Fiat bloccati in magazzino dall’inizio dello sciopero. Un’iniziativa, questa, che le rsu hanno ammesso nel corso del confronto con gli amministratori, scatenando l’immediata reazione dei lavoratori che verbalmente e fisicamente, è volato qualche ceffone, gli si sono scagliate contro.
L’intervento della polizia In pochi istanti il faccia a faccia con il sindaco e l’assessore si è trasformato in una baraonda senza precedenti. A palazzo sono immediatamente intervenuti gli uomini del commissariato che hanno proceduto all’identificazione di alcuni operai e pure di un paio di dipendenti comunali che avevano assistito ai fatti. Al momento, come detto, nessuno avrebbe sporto denuncia.
Ancora senza stipendi L’episodio di giovedì conferma, nel caso ce ne fosse stato bisogno, la drammatica esasperazione delle maestranze di Santo Chiodo. Nonostante le diverse rassicurazioni fornite dalla proprietà alle istituzioni locali e alle organizzazioni sindacali, nessuna mensilità è ancora stata liquidata agli operai.
Lo sciopero proseguirà almeno fino a lunedì, giorno in cui al polo metallurgico sarà di scena una nuova assemblea al termine della quale i lavoratori dovranno decidere se andare avanti a oltranza o tornare a varcare i cancelli del polo metallurgico. Molto, su questo sono sembrati esserci pochi dubbi, dipenderà dal pagamento degli stipendi, anche se l’apprensione intorno alle conseguenze del protrarsi dello stop produttivo non mancano.
Il concordato Nella tarda mattina di ieri, intanto, i legali della proprietà hanno fatto capolino in tribunale con la proposta di concordato e tutta la documentazione del caso. Un passaggio di mano, arrivato nell’ultimo giorno utile, intorno a cui non trapela alcunché, al di là delle insistenti indiscrezioni circolate già nelle scorse settimane e secondo cui ci sarebbe un gruppo francese pronto a rilevare la maggioranza di Isotta Fraschini (alluminio). Sulla Ims (ghisa), invece, tutto tace.
