Il palazzo dell'Arcone

di C.F.
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Una sola offerta è stata presentata all’Agenzia del Demanio per l’acquisto di palazzo dell’Arcone, il centralissimo edificio tra piazza della Libertà e corso Mazzini abbandonato da anni. Il 30 settembre all’apertura dei plichi per la vendita del lotto di Spoleto, la commissione esaminatrice ha potuto vagliare soltanto la documentazione presentata da un’azienda del comprensorio che ha proposto un rialzo sulla base d’asta, fissata in 680 mila euro, di appena mille euro.

Per l’Arcone si fa avanti un’agenzia immobiliare Da qui si è quindi proceduto all’aggiudicazione provvisoria dei 1.200 metri quadrati distribuiti su tre piani e in parte inagibili, al soggetto privato operante nel settore immobiliare. In questa fase il Demanio sta procedendo alla verifica delle autocertificazioni e di tutti i carteggi presentati, fase propedeutica all’aggiudicazione definitiva dello storico immobile. La partita, quindi, non è ancora chiusa, ma dopo anni di decadenza un briciolo di speranza filtra sull’Arcone, anche ribattezzato palazzo della vergogna per le pietose condizioni in cui versa.

Urge recupero Allo stato attuale non sono noti i progetti del soggetto privato che, nel caso acquisisse il palazzo, dovrà avviare imponenti interventi di recupero e riqualificazione delle metrature. Già, perché negli ultimi anni si è di frequente assistito a cedimenti dei cornicioni, piombati fortunatamente senza conseguenza su corso Mazzini, e a crolli interni. Ma lo stato di abbandono dell’Arcone è stato certificato anche dalla presenza di senzatetto a cui i locali dell’immobile hanno offerto rifugio nei periodi invernali.

Martorelli-Orsini preferito all’Arcone In attesa che in un modo o nell’altro si concludano le verifiche del Demanio verso il privato, va ricordato che il Comune aveva inserito il recupero del centralissimo palazzo nel Puc2 Spoleto piazza delle eccellenze, salvo poi decidere nel 2009 di dirottare i fondi stanziati sul Martorelli-Orsini, l’edificio storico di piazza fratelli Bandiera dove entro la fine dell’anno saranno conclusi i lavori su almeno due piani. Tramontata la possibilità di interventi di parte pubblica, l’Arcone è stato completamente dimenticato, almeno fino alla metà del luglio scorso quando il Demanio lo ha messo all’asta, passando la palla ai privati. O almeno provandoci.