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mercoledì 16 giugno - Aggiornato alle 01:28

Spoleto, sanatoria bocciata sui palazzi della Posterna da demolire: Tar dà ragione al Comune

Respinto il ricorso della Findem, i giudici: «I privati devono acquistare i volumi mancanti per colmare l’indice edificatorio»

I palazzi della Posterna (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Il Tar dell’Umbria ha bocciato il ricorso della Findem sui palazzi della Posterna di Spoleto, gravati da un ordine di demolizione emesso dalla Corte d’Appello di Firenze in esecuzione della sentenza definitiva con cui parte dei 15 mila metri cubi edificati a ridosso della mura sono stati giudicati un abuso edilizio.

Palazzi Posterna: bocciato ricorso Findem Il collegio ha respinto, perché «infondato», il ricorso della società, rappresentata dall’avvocato Rocco Baldassini, ha chiesto l’annullamento del diniego opposto dal Comune di Spoleto a inizio del 2018 sulla richiesta di sanatoria. In particolare, la Findem chiedeva al municipio di annullare il permesso a costruire emesso dagli uffici nel 2006 per i palazzi della Posterna e di rilasciarne uno nuovo così da regolarizzare lo stabile. Una soluzione, questa, che il Comune non ha accettato e su cui oggi il Tar conferma la correttezza dell’operato dell’ente, costituitosi in giudizio con l’avvocato Arturo Cancrini. In particolare, i giudici ricordano che la Corte d’Appello di Firenze ha considerando il complesso immobiliare un abuso edilizio, «perché il permesso è stato rilasciato tenendo conto di un indice edificatorio di 7,5 mc/mq superiore a quello medio della zona A1 del centro storico di Spoleto, che è di 2,92».

La sentenza del Tar Con sentenza il collegio (presidente Potenza a latere Carrarelli e Mattei) ha evidenziato anche che per i giudici penali della Toscana «la sanabilità del manufatto è subordinata all’acquisto di una quota di volumetrie sufficienti a coprire l’indice mancante» e per questo «non essendosi gli interessati impegnati ad acquisire la quota di cubatura comunale, il l’amministrazione di Spoleto non ha potuto che concludere per l’irricevibilità» della sanatoria. Per il Tar, infatti, anche se il municipio avesse accolto la richiesta di Findem «la riedizione del procedimento edilizio non avrebbe comunque potuto incidere sull’esecuzione dell’ordine di demolizione, né si può valutare alla stregua di un vizio meramente procedurale – si legge in sentenza – la realizzazione di cubature non coperte da indice volumetrico della zona». Ergo: ricorso respinto, ma spese di giudizio compensate.

@chilodice

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