Daniele Benedetti (foto archivio Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Non solo maggiori entrate, per lo più derivanti da ritocchi all’insù a tariffe e aliquote fiscale, ma anche risparmi sul fronte della spesa corrente, con particolare attenzione ai costi generali dell’Ente e a quelli del personale. Le stretta vale poco più di 1.2 milioni in tre anni e aiuterà a coprire, al pari degli aumenti, la metà di buco di bilancio di parte corrente, anche se nell’operazione la parte da leone spetta all’evasione fiscale. Per quello in conto capitale, invece, l’Ente punta tutto sulla dismissione del patrimonio immobiliare, a cominciare dall’azienda di Giano, anche se il piano delle alienazioni 2013-2015, complessivamente vale 11.2 milioni di euro.

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

Tagli a spesa generale Ente Nell’operazione di recupero risorse, insomma, una parte rilevante la ricopriranno anche i tagli alle spesa pubblica dell’Ente, segno che, come già rilevato, margini per stringere la cinghia ce ne sono sempre stati. In particolare sforbiciate si registrano sui costi generali di funzionamento dell’Ente, dalle pulizie (100 mila) alla telefonia (30 mila), passando per il personale la cui spesa nel triennio calerà di circa 350 mila euro. Tagli per 100 mila euro sono stati messi in cantiere sul capitolo energetico, con gli uffici al lavoro per individuare un nuovo gestore, mentre da illuminazione pubblica, economato, affitti passivi e altri voci minori saranno rastrellati complessivamente altri 60 mila euro.

Peso specifico di impianti sportivi e asili Consegnano importanti risorse anche la modifiche varate intorno alla gestione e alle tariffe degli impianti sportivi (300 mila) e l’affidamento del nido di San Giacomo a un privato, operazione che permetterà di recuperare nel biennio 75 mila euro. Risparmiare, insomma, è diventato un risultato da centrare a ogni costo, tanto che nell’ultima cabina di regia i dirigenti si sono formalmente impegnati ad assumere «obiettivi di performance strettamente connessi a maggiori entrare e minori uscite».

Azienda e terreni di Giano 4.4 mln Alla manovra di parte corrente, poi, si affianca il Piano triennale delle alienazioni, trenta lotti per 11.2 milioni, i cui eventuali introiti saranno destinati alla copertura del disavanzo in conto capitale. In questo senso l’Ente ha ormai chiaramente puntato sulla dismissione dell‘azienda agricola di Giano (4.4 milioni) per la quale sarebbero già pervenute sei manifestazioni di interesse, mentre altri 400mila euro entreranno in cassa grazie a vendite giudicamente «altamente probabili», ma non meglio specificate.

Nel Piano delle alienazioni, comunque, c’è spazio per molti patrimoni già inseriti dei documenti precedenti, dal Fortilizio dei Mulini (450 mila) all’Eremo di Sant’Antonio (un milione), passando per una porzione di palazzo Martorelli-Orsini (240 mila) e per due distinti lotti di palazzo Zacchei-Travaglini (un milione). Restano in vendita l’ex Mattatoio di viale Martiri (1.5 milioni) e il vicino casaletto (200 mila), ma anche il Tiro al volo di Monteluco (140 mila euro) e la colonia del Popolo (400 mila). Confermata la volontà di dismettere le Fonti di via delle Felici (40 mila euro) e l’Enoteca di via Saffi (100 mila), più appartamenti, magazzini e locali.

Partecipazione La manovra sarà presentata alla cittadinanza a partire da giovedì sera, appuntamenti convocati per le 21, in via Norvegia a San Giacomo, sala Asl al primo piano. Poi lunedì alla sala convegni del Sacro Cuore, martedì alla palestra della scuola elementare di San Martino in Trignano e incontro conclusivo mercoledì alla Sala dello Spagna a Palazzo Comunale.

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