Indagata per omicidio stradale la 29enne di Perugia alla guida del furgone che, lunedì 13 luglio, lungo la strada provinciale 457, all’altezza del bivio per Azzano (Spoleto), ha impattato contro lo scooterone su cui viaggiava Federico Ottaviani, 49 anni che avrebbe compieuto a dicembre. Nonostante i soccorsi lo spoletino è morto sul luogo dell’incidente stradale.
La Procura di Spoleto nelle ultime ore ha anche disposto l’autopsia sulla salma della vittima, che lascia moglie e due figli. Nel primo pomeriggio di venerdì, infatti, il sostituto procuratore Alessandro Tana ha conferito l’incarico al medico legale Luca Tomassini e alla tossicologa Paola Melai: il primo dovrà accertare le cause di morte di Ottaviani, che a seguito dell’impatto col furgone è stato sbalzato per alcuni metri fuori strada, finendo sul campo al lato della carreggiata, sprovvista in quel punto di guardrail; la seconda dovrà, così prevede la prassi quando vanno stabilità responsabili, accertare le condizioni di Ottaviani al momento dell’incidente.
La difesa dalla 29enne di Perugia, rappresentata dall’avvocato Claudio Cimato, non parteciperà all’esame con un medico legale di parte. Al termine dell’accertamento irripetibile saranno fissati i funerali di Ottaviani. Stando alla ricostruzione fin qui emersa, sostenuta anche da alcune testimonianze, sarebbe stata la giovane, ora indagata per omicidio stradale, a invadere la corsia di marcia opposta negli istanti in cui sopraggiungeva il 49enne in scooterone. Da confermare, invece, la dinamica, ossia la manovra di sorpasso che un automobilista ha sostenuto di aver visto compiere pochi metri prima alla 29enne, in quel momento in servizio come corriere per una ditta.
Enorme e profondo il cordoglio espresso in città nei lunghi giorni trascorsi dalla morte di Ottaviani, che era anche team manager del settore giovanile dell’Asd Ducato calcio di Spoleto. Con un post sui social la società lo ha ricordato come «un punto di riferimento, una persona bella e passionale, con un senso di attaccamento ai colori sociali fuori dal comune», riconoscendogli la «professionalità con cui ha fatto crescere tanti nostri ragazzi: una perdita enorme non solo per la sua famiglia, ma per tutto il movimento calcistico del territorio». A ricordarlo come «amico e autentico uomo dello sport» anche l’assessore comunale Federico Cesaretti, secondo cui il 49enne «lascia un’eredità fatta di passione, dedizione e valori che continueranno a vivere nei tanti ragazzi che ha accompagnato nel loro percorso sportivo».









