Una mensa scolastica (foto archivio Fabrizi)

Pagano tutti o quasi, anche perché sennò a scuola i figli non mangiano. Tant’è vero che i morosi del servizio mensa scolastica sono passati dai 330 di giugno ad appena dodici di settembre, con un saldo negativo di circa 3mila euro, contro i 64 mila che si registravano all’inizio dell’estate.

Rateizzazioni e aiuti Certo, circa il 10% (32 famiglie) ha dovuto richiedere la rateizzazione dei monte pasti consumati dai propri figli, tutte concesse dal Consorzio Abn che si occupa anche di questo delicato aspetto del servizio, e altri 7 (tra i 12 morosi) hanno chiesto aiuto agli uffici della direzione sociale. In questi casi, dopo le verifiche sull’effettivo stato di necessità, è stato erogato un contributo per il pagamento della prima rata, le altre restano a carico delle famiglie, oppure abbonando i pasti del primo figlio così da permettere alle mamme e ai papà di pagare autonomamente il costo del secondo bimbo.

Il nuovo Regolamento Del resto, come si diceva, il Regolamento del servizio mensa, approvato nel 2013 dal consiglio comunale, ma al primo anno scolastico di applicazione, prevede l’obbligo per i genitori di pagare il totale dei buoni pasto consumati nel corso dell’anno prima dell’inizio del successivo, pena la sospensione dell’iscrizione al servizio.

Maria Elena Bececco In questo senso, però, il vicesindaco Maria Elena Bececco mette in chiaro: «Abbiamo lavorato molto quest’estate, facendo quanto era nelle possibilità dell’Ente, affinché fosse chiara la volontà dell’amministrazione di consentire a tutti con l’inizio del nuovo anno scolastico, di usufruire del servizio mensa. Gli uffici hanno inviato comunicazioni e contattato direttamente le famiglie interessate, cercando di far venire alla luce le situazioni di oggettiva difficoltà dove era possibile intervenire come Comune e fornire un aiuto. Riteniamo – ha concluso – che tramite la collaborazione tra la direzione sociale del Comune e le direzioni scolastiche le ultime situazioni debitorie rimaste possano essere gestite, così come fatto fino ad oggi, nel miglior modo possibile».