La protesta fa sospendere intervento (foto Fabrizi)

«Stiamo abbattendo solo gli alberi per i quali è stata riscontrata un’estrema propensione al cedimento, in cantiere ci sono anche potature di rimonda e alleggerimento» Dopo le proteste scoppiate per il taglio dei lecci storici di viale Matteotti, con Italia nostra che ha presentato un esposto e costretto il funzionario dell’Agenzia forestale regionale a sospendere l’intervento, il Comune prova a fare chiarezza.

Le precisazioni del Comune «È stata condotta un’indagine su 842 alberi seguendo la metodologia Visual Tree Assesment, la più efficace e precisa per la valutazione del rischio statico degli arbusti. Su 64 esemplari è stato definito necessario l’abbattimento e la sostituzione, a viale Matteotti sono 10 su 109 i lecci interessati dall’intervento. Provvedere alla sostituzione degli alberi pericolosi e malati è un dovere da parte degli uffici del Comune, sia per tutelare i cittadini dai pericoli che per assicurare un patrimonio verde anche alle future generazioni, e sarebbe una grave omissione aspettare che gli alberi cadano uno ad uno, come peraltro è successo la scorsa estate, senza provvedere alla loro sostituzione».

Ma la mobilitazione generale prosegue, tanto che sabato mattina gli operai dell’Agenzia si sono presentati in viale Martiri per abbattere platani (4) e tigli (3) il tam tam sui social network è scattato nuovamente. Tant’è che il Comune chiarisce ancora: «Nell’ambito del piano di manutenzione sono stati avviati anche nterventi di potatura di rimonda (663 gli alberi interessati), di alleggerimento (557), di riforma (48) e fitosanitaria (43), fino all’eliminazione delle branche a rischio (412)». Come a dire, non c’è solo l’abbattimento.

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