di C.F.
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Consistenza di residui passivi e attivi troppo elevata, discordanza di crediti e debiti reciproci tra Comune e società partecipate e patto di stabilità rispettato soltanto grazie a pagamenti ritardi su obbligazioni scadute. Arriva dopo dieci mesi dall’approvazione del Piano di rientro triennale di rientro, la relazione della sezione regionale della Corte dei Conti sul consuntivo 2012, documento economico su cui a partire dal maggio 2013 si concentrarono i sospetti del gruppo Rinnovamento, all’epoca forza d’opposizione oggi di governo.
Previsionale 2014 in corso di approntamento Il gruppo consiliare, oggi con l’eccezione di Zefferino Monini, interamente in giunta fece emergere a colpi di esposti e interrogazioni il buco di bilancio, poi quantificato dalla giunta in 9.1 milioni di euro. Oggi il compito di verificare la consistenza del disavanzo e individuare il percorso per ripianarlo spetta al sindaco Fabrizio Cardarelli e l’assessore Agnese Pula, chiamati a decidere se proseguire sulla strada individuata dai propri predecessori o imboccarne una alternativa.
Corte dei conti sul consuntivo 2012 Nel frattempo, però, a ricordare tutte le criticità che emersero via via tra l’estate e l’autunno scorso, e con cui inevitabilmente si stanno facendo i conti anche in queste settimane scandite dallo sforzo per l’approntamento del bilancio,è la Corte dei Conti. Sul consuntivo 2012, a cui come detto ha fatto seguito il riaccertamento straordinario dei residui e il piano triennale di rientro, la contestazioni dell’autorità contabile sono numerose.
Sotto la lente il Piano di rientro Si va dal mancato recupero di 1.7 milioni di evasione tributaria all’incidenza dei costi per il personale su spesa corrente calcolata al netto di quella sostenuta per le stesse partecipate, fino a «un’elevata consistenza dei residui mantenuti nelle poste di bilancio senza motivazione». Ora, però, la Corte dei Conti passerà al setaccio il previsionale 2013 e il piano triennale.
