di C.F.
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«La sanatoria per il gazebo e il portico abusivo del ristorante Zengoni doveva essere rilasciata, al pari dell’autorizzazione per lo svolgimento delle feste negli spazi esterni del locale». Così i giudici del Tar dell’Umbria hanno dato ragione all’imprenditore spoletino Sandro Zengoni che tre anni fa, a seguito di una serie di contestazioni formulate dal Comune, è stato costretto a sospendere l’organizzazione della stagiona estiva della discoteca.
Lo stop del Comune La vicenda risale al giugno 2011 quando gli uffici tecnici del municipio risposero picche alla richiesta di sanatoria presentata da Zengoni sui due manufatti in questione, in virtù dei limiti previsti dal Piano regolatore generale (parte operativa) in relazione alla distanza tra le opere e il ciglio stradale. Da qui il mancato rilascio dell’agibilità per gazebo e portico e il conseguente divieto di organizzazione di feste.
Dimenticate le Nta Le ragioni con cui il municipio si è imbarcato nella battaglia contro l’imprenditore, però, sono state seccamente smontate dal collegio dei giudici amministrativi (presidente Lamberti, consiglieri Fantini e Santini) che, dopo aver vagliato i due ricorsi presentati da Zengoni, ma soprattutto le Norme tecniche di attuazione (nta), in particolare l’articolo 4, ha annullato tutte le ordinanze dell’Ente e gli atti relativi alla delicata vicenda.
Atti dell’Ente illegittimi Nelle due sentenze del Tar si legge: «In caso di disposizioni contrastanti tra la parte operativa e strutturale del Prg a prevalere è quest’ultima che, specificatamente, dispone limiti in cui rientrano perfettamente il gazebo e il portico. Il diniego di sanatoria del Comune è quindi illegittimo, così come il mancato rilascio dell’autorizzazione per l’organizzazione di feste». La discoteca ora può riaprire.
