di Chia.Fa.
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Preoccupano non poco gli effetti della sentenza del Tar dell’Umbria che, rilevando la mancata acquisizione del parere di compatibilità sismica, ha annullato il Piano regolatore generale (Prg) della città del Festival, approvato nel 2008. Una pronuncia pesante come un macigno che ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra gli amministratori e i tecnici di palazzo municipio che, alla svelta, avrebbero ripreso in mano i carteggi in vista dell’incontro urgente convocato per lunedì mattina. Ma a tenere con il fiato sospeso un’intera città è soprattutto l’effetto domino della decisione che rischia di aprire una miriade di delicatissimi fronti, dall’urbanistica alla fiscalità, coinvolgendo anche il comparto edile.
Effetto domino Questioni che tre gruppi d’opposizione, Rinnovamento, Raggruppamento per Loretoni e Gruppo misto, hanno immediatamente sottolineato: «Chi pagherà i danni a chi ha acquistato un terreno reso edificabile con il Prg? Chi pagherà per le costruzione già completate o parzialmente realizzate su terreni che, sulla base della pronuncia del Tar, sono tornati agricoli? Chi restituirà ai cittadini le migliaia di euro di Ici-Imu pagate finora sulle aree edificabili?». E anche se la portata generale delle conseguenze è tutta da decifrare, l’assaggio non promette nulla di buono. Anche perché almeno alcune conseguenze sono immediate. Da venerdì, infatti, lo strumento urbanistico di riferimento non è più quello del 2008, bensì quello del 1988. E gli uffici tecnici che, tanto per dirne una, valutano le istanze del Pdc (permesso di costruire) dovranno tenerne conto.
Appello al Consiglio di Stato Il quadro, insomma, è a dir poco complicato e le priorità sono tutte da definire e, quindi, mettere in fila. Qualcosa in più si potrà capire lunedì mattina quando sindaco, assessori e tecnici decideranno il da farsi. Al lavoro, fin da domani mattina, anche gli uffici legali. Probabilmente Comune e Provincia su appelleranno al Consiglio di Stato per ottenere l’annullamento della sentenza del Tar e, considerata l’urgenza, ci potrebbero essere anche i margini per presentare la richiesta di sospensiva.
Opposizione all’attacco Nel frattempo, naturalmente, le opposizioni suonano la carica. Dopo avere elencato alcune delle pesanti conseguenze della pronuncia, i tre gruppi di opposizione scrivono: «Questa ulteriore gravissima, ridicola e devastante vicenda è l’ennesima dimostrazione della assoluta e conclamata inadeguatezza della classe politica che sta governando la città da troppo tempo. Caro Benedetti – è l’affondo – se la memoria non ci tradisce eri proprio tu il vice-Sindaco con delega al Prg all’epoca delle delibere annullate dal Tar, se avessi ancora un po’ di rispetto per la città offriresti ai cittadini l’opportunità di scegliere amministratori migliori».
