di C.F.
Twitter @chilodice
Addio a un terzo delle associazioni, ma il risparmio è solo il 5%. C’è la manovra di bilancio dietro alla stretta imposta dalla giunta alla diverse direzioni di Palazzo chiamate, a partire da quest’anno, a comprimere tutti i costi, compresi quelli per l’adesione a fondazioni, unioni, leghe e quant’altro.
L’operazione Scopo dichiarato recuperare qua e là risorse da destinare, almeno nelle intenzioni, alla copertura finanziaria di servizi fondamentali per i cittadini. E così l’operazione messa a punto nelle ultime settimane segna l’uscita di scena dell’Ente municipale da 13 associazioni, 39 quelle di cui finora si è stati membri, con un risparmio di 25 mila euro a fronte del mezzo milione scarso, 490.879 euro per la precisione, messo finora in bilancio.
Gli addii Non sono chiare le modalità con cui il Comune ha proceduto alla razionalizzazione, di certo c’è solo che con la sforbiciata si è detto addio all’associazione Città del Pane (2mila euro risparmiati), alle gemelle Città del Vino (2.814) e Città del Bio (300), ma anche all’Istituto per la storia d’impresa Momigliano (6.200), alla Lega autonomie locali (2.437) e alla Fondazione città italiane (3mila). Così come tanti cari saluti sono stati inviati ad altre piccole realtà che, complessivamente, hanno permesso di comprimere i costi relativi del 5.4%.
Festival, Tls e Tsu Vero è che tra l’elenco dei contributi a pesare maggiormente è il prestigioso Festival dei Due Mondi a cui sono stati assegnati 180 mila euro. Segue, non troppo a ruota, il Teatro lirico sperimentale (53 mila), altro fiore all’occhiello della città, e lo Stabile dell’Umbria per la stagione di prosa (45 mila).
Alla Comunità montana 77mila A tutt’altro fine, invece, risponde il contributo destinato alla Comunità montana, peraltro il secondo più pesante, che si è vista assegnare per l’anno in corso 77.818 euro.
Sopravvissute Sopravvive, non è chiaro con quale finalità, il contributo di 28mila euro a Spoleto Ricerca che tra le principali finalità vantava l’organizzazione del Master in olivicoltura ed elaiotecnica, non più ospitato nella nostra città. Resistono sempre con attività almeno fumose anche la Fondazione per la conservazione e il restauro del libro (15 mila), la Scuola di alta specializzazione per la conservazione dei centri storici (15.500) e l’associazione Rocca albornoziana (10 mila). Confermati gli 8 mila all’associazione Italia Langobardorum. Non cedono il passo neanche contributi minori, come i 750 euro per l’adesione all’associazione Città della fraternità.
