di Chia.Fa.
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Circa 5 milioni di recupero evasione fiscale. Poco meno di 1.5 dalle razionalizzazioni delle spese generali di Palazzo. Ma anche sforbiciata ai contributi destinati a eventi e associazioni, mentre nel 2015 l’Ente conta di chiudere il cerchio intorno alla dismissione dell’azienda agricola di Giano, valore stimato intorno ai 4 milioni. Questo l’assetto della manovra di bilancio e rientro triennale varata dalla giunta guidata dal sindaco Daniele Benedetti che, dopo aver centrato in aula l’approvazione del riaccertamento, si prepara ad altri 20 giorni di passione, tanti quanti ne dovrebbe concedere la Prefettura, che ha già pronta una diffida per il mancato rispetto dei termini di legge.
Recupero evasione fiscale Ma vediamo. A coprire più della metà del buco di bilancio da 9.1 milioni di euro sarà il recupero di tributi comunali, Ici, Imu e Tarsu, dovuti ma non corrisposti. La partita vale circa circa 5 milioni in tre anni, anche se la previsione a Palazzo viene giudicata prudenziale, segno che le proiezioni di entrata elaborate dagli uffici sono pure più pesanti. Ma le riscossioni, specie di questi tempi, sono particolarmente incerte e, alla luce di equilibri finanziari tutti da riconquistare, ma anche delle leggi in vigore, l’amministrazione ha attrezzato un fondo svalutazione crediti che da qui al 2015 dovrebbe portare all’accantonamento di 2.5 milioni, cuscino considerato sicuro per ammortizzare eventuali inesigibilità.
Tagli a spese di Palazzo Corpose razionalizzazioni, fanno trapelare dal municipio, sarebbero state programmati sulle spese generali, di telefonia, energetica e del personale. La stretta dovrebbe consegnare risparmi di poco inferiori a 1.5 milioni in tre anni, segno che margini per razionalizzare la spesa pubblica, e quindi stringere la cinghia anche tra i corridoi di Palazzo, ce ne sono eccome.
Fiscalità locale Sul fronte fiscale sono state naturalmente confermate le aliquote Imu già varate in consiglio, schizza a 1.06% (era 0.76%) la seconda casa, le metrature a uso produttivo saranno tassate allo 0.90% (era 0.76%) e sulle seconde case in cui risiedono figli e genitori sarà chiesto 0.76% (era 0.45%), mentre resta al massimo come nel 2012 l’addizionale Irpef (0.8%). Sale anche la Tarsu, preferita alla Tares dall’amministrazione e pure dalla maggioranza del consiglio, seppur al momento non è stato quantificato il rincaro comunque non inferiore al 30% e derivante sia dal conferimento dei rifiuti a Borgo Giglione (Magione) sia dall’introduzione di 0.30 centesimi a metro quadro da versare allo Stato.
Sul fronte del sociale, la manovra non avrebbe comportato un innalzamento delle tariffe ad alto impatto, tra tutte rette per gli asili nido e mensa scolastica. Confermato l’impianto generale dei servizi, ma qualche taglio di modesta entità è stato inevitabilmente effettuato.
Tagli alla cultura Da quantificare anche il peso della sforbiciata che interesserà gli eventi, i contributi alle associazioni e pure le quote che annualmente l’Ente versa nelle casse delle più disparate realtà per restarne socio, tipo le Città della fraternità, ma inevitabilmente anche qui la cinghia è stata stretta. L’unica cosa che si sa per il momento è che gli stanziamenti destinati al Festival dei due Mondi e al Teatro lirico sperimentale sono stati confermati e restano invariati rispetto al 2013, complessivamente dovrebbe trattarsi di 230 mila euro. Ma, tanto per intendersi, dal 2014 la città non sosterrà più il Teatro stabile dell’Umbria risparmiando circa 40 mila euro annui. Se si dovrà dire addio alla stagione di prosa lo si capirà a breve, anche se in Comune si affrettano a precisare che si sta cercando la formula per assicurarla, mentre per quanto riguarda contributi ad eventi e associazioni sono stati mantenuti solo quelli di rilievo o di pubblica utilità.
Alienazioni di Giano e legge 10 Per recuperare risorse, come noto, si intende anche procedere all’alienazione dell’azienda agricola di Giano dell’Umbria, 160 ettari di terreno e 12 fabbricati. L’avviso per la manifestazione di interesse è già scaduto e a farsi avanti, pur senza conoscere il prezzo a base d’asta, sarebbero state tre società. Tant’è che gli uffici ormai da qualche giorno starebbero lavorando alla predisposizione della gara, anche se nel Piano di rientro gli introiti dell’eventuale dismissione del patrimonio sono stati appostati nel 2015. L’operazione, secondo alcune indiscrezioni, varrebbe quasi quanto il buco di bilancio di parte capitale, vale a dire circa 4 milioni, che, secondo la manovra disegnata da Palazzo, dovrebbe essere coperto anche con l’aiuto degli oneri di urbanizzazione (legge Bucalossi).
