di Chiara Fabrizi
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Il mantenimento di struttura complessa del reparto di Chirurgia, con relativo avvio della selezione per l’individuazione di un nuovo primario, dopo il pensionamento del professor Luciano Casciola, è la partita più strategica. Ma le associazioni sanno fin da ora che dovranno battagliare non poco per assicurare al San Matteo degli Infermi la sostituzione degli altri professionisti che si preparano a riconsegnare il camice.
Pensionamenti in vista Già, perché tra meno di una settimana l’Hospice saluterà il proprio responsabile, il dotto Fabio Conforti, a ottobre sarà il turno del primario di Anestesia, il dottor Enzo Ercolani, e poche settimane dopo l’ospedale perderà anche il primario di Radiologia, il dottor Massimo Vagnucci. Una raffica di pensionamenti che agita il personale medico, le sempre vigili associazioni e, inutile dirlo, l’intera città.
Pressing su Regione E il pressing è già iniziato. Lunedì pomeriggio in Comune hanno fatto capolino per un confronto con l’amministrazione comunale e l’unico parlamentare umbro pervenuto Gianpiero Bocci, gli altri avevano comunicato impegni istituzionali a Roma, i rappresentanti del mondo dell’associazionismo e molti cittadino. Un incontro «propedeutico» in vista del faccia a faccia con la presidente Catiuscia Marini, l’assessore Franco Tomassoni, il direttore generale Emilio Duca e i vertici dell’Ausl2 programmato, sempre in municipio, per il 15 aprile.
Primario chirurgia, partita strategica Al centro dell’incontro, naturalmente, la conferma del riconoscimento di struttura complessa del reparto di chirurgia che nessuno, dal sindaco Daniele Benedetti alle associazioni del City Forum, vuole vedere messo in discussione. Eppure dallo scorso 28 febbraio, ultimo giorno di servizio del numero uno di Chirurgia, il professor Casciola, le apprensioni rimbalzano da un reparto all’altro del San Matteo seminando timori e aprendo a scenari dalle tinte foschissime, perché come ha ricordato Bianca De Angelis del Tribunale del malato: «Se perdiamo chirurgia possiamo dire addio ad anestesia, al punto nascite e a molto altro».
Non piace la proposta di Benedetti Per fronteggiare l’emorragia e provare, intanto, a portare a casa il risultato più importante, la pubblicazione del bando per il primario di chirurgia, il sindaco Daniele Benedetti sul piatto ha messo la proposta di una commissione a composizione mista, rappresentati delle associazioni più consiglieri comunali, incaricata in tempi rapidi di redigere un «articolato dossier che partendo dai fatti avanzi precise richieste».
Partita ad alta tensione Un tentativo, quello del primo cittadino, che non è piaciuto neanche un po’ alle associazioni e alle forze di opposizione che in coro si sono dette contrarie all’iniziativa: «A palazzo Donini conoscono ampiamente le nostre istanze, a settembre gli è stata consegnata una petizione sottoscritta da 15 mila cittadini e non c’è alcuna ragione per presentare un nuovo documento che fornisca alibi per temporeggiare ulteriormente». La tensione, insomma, resta alta. E nonostante gli inviti all’unità formulati dal sindaco Benedetti e dall’onorevole Bocci, la sensazione è che si continui a procedere a due velocità.
