Boccardo sull'altare nella chiesa del Carcere il 12 gennaio 2019

di Chiara Fabrizi

Detenuto musulmano va alla messa dell’arcivescovo Renato Boccardo con una lametta, ma viene fermato dalla polizia penitenziaria. E’ accaduto il 12 gennaio scorso nel carcere di Maiano (Spoleto), senza che il presule si accorgesse di nulla fino alla fine della funzione religiosa, quando poi è stato informato dell’accaduto. Sull’episodio sono in corso le indagini della polizia penitenziaria, ma intanto la direzione della casa di reclusione ha richiesto il trasferimento di cinque detenuti, alcuni dei quali segnalati come islamici radicalizzati.

Detenuto dal vescovo con la lametta In occasione della messa per San Ponziano, monsignor Boccardo quest’anno ha voluto portare la reliquia del patrono in carcere, dove ha presieduto la celebrazione davanti a molti detenuti insieme al cappellano monsignor Eugenio Bartoli. Prima della funzione, però, si è consumato l’episodio reso noto lunedì dalla sigla sindacale Osapp, confermata poi dal Dipartimento di amministrazione penitenziaria: secondo quanto ricostruito il detenuto musulmano era stato autorizzato a partecipare alla messa, ma quando si è avvicinato per accedere alla chiesa del carcere ha notato il controllo di sicurezza istituito dagli agenti. A quel punto il tunisino ha tentato di allontanarsi e di liberarsi della lametta di tre centimetri, che era stata fissata sull’impugnatura di un rasoio usa e getta, ossia l’arma rudimentale che il detenuto voleva introdurre alla messa.

Chiesto trasferimento per cinque A quale scopo resta al vaglio: tra le ipotesi c’è naturalmente l’aggressione al vescovo e presidente della Conferenza episcopale umbra Boccardo, ma non viene escluso l’atto autolesionistico dimostrativo in presenza del presule, né una più improbabile aggressione nei confronti di un altro detenuto durante la funzione religiosa. La cautela è massima e le indagini vanno avanti, ma intanto è stata avanzata la richiesta di trasferimento per cinque detenuti alcuni dei quali islamici radicalizzati.

Indagine islamici radicalizzati Per il detenuto tunisino è scattata la denuncia per porto di armi od oggetti atti ad offendere: «Per lui sarà disposto al più presto il trasferimento ad altro istituto, come previsto dalla circolare che ho emanato appositamente per i detenuti pericolosi e aggressivi – ha commentato il capo del Dap Francesco Basentini, immediatamente informato dei fatti – ho espresso al comandante dell’istituto spoletino Marco Piersigilli e ai suoi uomini – ha aggiunto – la mia profonda gratitudine per aver probabilmente sventato, con grande prontezza, un evento gravissimo e dalle possibili implicazioni terroristiche». Monsignor Boccardo che non si è accorto di nulla ha «ringraziato la polizia penitenziaria della casa di reclusione di Spoleto per l’efficienza dimostrata e per aver garantito il normale prosieguo della celebrazione eucaristica senza farci accorgere di nulla. La presenza della reliquia di San Ponziano è stato un bel momento di preghiera, molto apprezzato dai detenuti presenti».

@chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.