Il cantiere sequestrato (foto Fabrizi-U24)

di C.F.

Ponte pedonale sul fiume Tessino, nelle mani del procuratore capo Gianfranco Riggio la perizia del professore Achille Paolone. Il consulente, ordinario di Scienza delle costruzioni alla Sapienza di Roma, ha depositato venerdì mattina l’elaborato in cui risponde ai quesiti formulati dal procuratore che, alla luce del mancato collaudo dell’opera e dell’esposto del Comune, ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando, a carico di quattro tra tecnici e progettisti, i reati di frode in fornitura, truffa, falso ideologico e falso in atto pubblico

La consulenza Stando a quanto trapela Paolone non avrebbe rilevato anomalie sul materiale con cui la ditta aggiudicataria ha realizzato l’opera da 400mila euro. Le qualità dell’acciaio, difforme da quello espressamente previsto dal capitolato di gara del Comune, avrebbero fornito conforto al consulente anche su aspetti tecnici, come la resistenza della struttura.

Il ponte Come noto, per la costruzione della passerella la ditta aggiudicataria dei lavori ha utilizzato un acciaio non conferme a quanto espressamente previsto dal capitolato di gara del Comune. Un materiale che sarebbe privo delle certificazione necessarie. Da qui il mancato collaudo, la segnalazione di palazzo municipio alla magistratura e, naturalmente, l’inchiesta, gli avvisi di garanti e i sigilli a un’opera da 400mila praticamente ultimata. Su cui, oltre alle indagini, pende l’enorme incognita delle risorse.

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