di Chia.Fa.
Al termine di una mattinata piuttosto convulsa l’Assemblea degli azionisti della Banca Popolare di Spoleto (Bps) ha approvato il bilancio 2011 che registra una perdita di poco inferiore ai 12milioni di euro. A rappresentare la Spoleto Credito e Servizi (Scs), azionista di maggioranza dell’istituto di credito, è stato il Consiglio di amministrazione (Cda) presieduto da Giovannino Antonini che, assistito dal legale Paolo Feliziani, ha ottenuto dal tribunale di Spoleto la riforma parziale del provvedimento con il quale, martedì pomeriggio, lo stesso tribunale ne aveva disposto la sospensione dei poteri.
Mattinata frenetica La prima convocazione dell’Assemblea degli azionisti Bps era stata fissata per le 10.30. Per un’ora abbondante, però, le sorti della seduta non sono state affatto chiare. All’ingresso di palazzo Pianciani, intorno alle 11, hanno fatto la propria comparsa l’ex vicario Scs Danilo Solfaroli e l’ex consigliere Scs Francesco Cucchetto. La notizia dell’avvenuta revoca dell’ordinanza con cui il tribunale di Spoleto aveva, martedì pomeriggio, sospeso i poteri al Cda Scs è arrivata poco dopo le dodici.
Approvato il bilancio L’ordinanza del tribunale, che autorizza il Cda di Antonini alla sola trattazione di materie di carattere ordinario, ha aperto la strada all’approvazione del documento economico. All’Assemblea degli azionisti Bps, dunque, il Cda Scs eletto per acclamazione alla metà del dicembre scorso ha partecipato in qualità di rappresentate della holding, socio di maggioranza dell’istituto di credito. Poco prima delle 14 il bilancio della Bps è stato licenziato, mentre da qualche minuto si è riunito il Cda della Bps. Nella tarda serata l’istituto di credito inoltrerà alla Consob una nota contenente i dettagli tecnici del documento.
Domani udienza Nonostante la Bps abbia incassato il placet degli azionisti senza dover attendere la seconda convocazione, per la quale non ci sarebbe stato bisogno del quorum, la tensione resta alta. Sì, perché venerdì mattina al tribunale di Spoleto si terrà l’udienza per esaminare i due ricorsi presentati all’indomani della discussa Assemblea dei soci Scs di metà dicembre, la tumultuosa seduta al termine della quale Giovannino Antonini tornò alla guida della holding.
Scs: «I soci risponderanno dei comportamenti pretestuosi» La posizione ufficiale della Scs arriva a qualche ora di distanza dalla revoca parziale dell’ordinanza del tribunale, ma anche alla vigilia dell’udienza sui due ricorsi. La dirigenza della holding non va tanto per il sottile e, dopo aver ricostruito le vicende giudiziarie delle ultime 48 ore e bollato come «false» le motivazioni del ricorso d’urgenza di martedì, annuncia: «Risulta evidente il danno che l’azione promossa dai quattro soci ha cagionato alla Banca Popolare di Spoleto, società quotata in borsa, che aveva l’obbligo di procedere entro la data prevista all’approvazione del bilancio, peraltro approvato all’unanimità dall’Assemblea in un clima di grande compattezza e serenità da tutti i soci». E poi: «Si è trattato quindi di un comportamento pretestuoso che ha procurato danni materiali e d’immagine notevolissimi anche alla Spoleto Credito e Servizi e ai membri del suo Consiglio di Amministrazione; danni di cui saranno chiamati a rispondere nelle competenti sedi giudiziarie l’avvocato Massimo Marcucci latore del ricorso e i suoi assistiti Sandro Martinelli, Pierfrancesco Graniti, Mario Arcangeli e Pietro Roscini che hanno mistificato i fatti di fronte al giudice».

