Palazzo Martorelli-Orsini (foto U24)

di Chiara Fabrizi

Il Comune non è finanziariamente in grado di garantire la propria compartecipazione ai lavori di finitura di palazzo Martorelli-Orsini. Il che tradotto significa che i 3.1 milioni, su un appalto da 3.5, che il municipio aveva garantito attraverso la contrazione di mutui non rientrano più nelle possibilità dell’Ente. Ergo: ad un passo dall’aggiudicazione della gara il Comune stoppa tutto.

Una frenata brusca destinata a rinfocolare il mai sopito dibattito politico intorno al valzer dei finanziamenti del Puc2 spostati tanti, troppe volte da un intervento di recupero ad un altro. Ma anche, e forse soprattutto, ad accendere i riflettori sull’allarmante indebitamento del Comune che la stessa Corte dei Conti negli ultimi tempi non ha mancato di sottolineare.

Tre mutui per 3.1 milioni Risale ad esattamente due anni fa, l’aprile 2010, la delibera con cui il municipio imboccava la strada del debito di lungo periodo per ristrutturare il centralissimo palazzo. Tre prestiti in tre anni per 3.1milioni di euro complessivi a cui si sarebbero aggiunti 400mila euro del Puc2.

Tanti, troppi debiti che già all’indomani dell’ufficializzazione della scelta animarono i banchi dell’opposizione del consiglio comunale. Anche perché, in principio, il Martorelli-Orsini non era neanche inserito nel Puc2 e solo in un secondo momento, dopo aver messo al palo il recupero del palazzo dell’Arcone, l’Ente decise di imbarcarsi nell’avventura dirottando i fondi.

«Stop ai mutui», stop all’appalto Un’avventura che registra oggi una brusca frenata. Sì, perché con una determina dirigenziale il municipio ha stoppato l’aggiudicazione l’appalto per le finiture interne, vale a dire per completare l’intervento da 3.5 milioni, per il quale erano rimaste in lizza, dopo le verifiche di prassi, 17 ditte. «Il Comune – si legge nel documento – presenta attualmente grosse difficoltà a contrarre mutui per il rispetto di stabilità per cui ha approvato una proposta di variazione da sottoporre al collegio di Vigilanza della Regione». In sostanza, oltre a bloccare le procedure di gara, il municipio dimezzerà la propria compartecipazione passando da 3.1 a 1.4 milioni. Soldi che, inutile dirlo, saranno sufficienti solo per la «realizzazione di uno stralcio funzionale».

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