di Chia.Fa.
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Caos Tarsu, circa 3.500 famiglie con posizione contributiva anomala. Tanti sono i nuclei familiari su cui il Comune ha avviato una verifica dopo aver compiuto un controllo incrociato tra i dati in mano all’ufficio tributi e quelli dell’anagrafe in vista, inutile dirlo, della definizione del Piano di rientro triennale attraverso cui si dovrà sanare il buco di bilancio.
3.500 posizione contributive anomale Un risultato a dir poco allarmante che, secondo le prime verifiche a campione, sarebbe riconducibile a diverse tipologie di criticità tra cui «utenze iscritte a persone decedute, superfici dichiarate da familiari e omissione della dichiarazione, quindi evasori totali». A dire il vero oltre 500 casi, inizialmente erano 4.089, sono già stati verificati ma al momento non è dato sapere quale sia stato l’esito dell’accertamento.
Nuova raffica di cartelle? Certo è che a tutt’oggi restano da scandagliare una montagna di potenziali irregolarità su cui naturalmente si intende fare chiarezza attraverso un’operazione di verifica capillare che prenderà il via con una comunicazione formale che il Comune recapiterà ai nuclei familiari sospetti, invitati «a presentare le denunce di iscrizione, variazione e cancellazione della Tarsu e della Tares o a fornire elementi chiarificatori». Se in arrivo ci sia una nuova raffica di cartelle di pagamento è preso per dirlo.
Rinforzi all’ufficio tributi Tuttavia la mole di lavoro è massiccia a tal punto da aver fatto scattare un ulteriore potenziamento dell’ufficio tributi che, dal 4 novembre al 28 febbraio, potrà contare su due unità in più, sottratte all’attività dello Sportello del cittadino. Il compito dei due dipendenti comunali sarà quello «di ricevere e assistere i contribuenti che saranno chiamati a presentare le denunce di iscrizione, variazione e cancellazione della Tarsu e della Tares o a fornire elementi chiarificatori».
Urge riorganizzazione In attesa di saperne di più è sempre più evidente la necessità di avviare un’imponente riorganizzazione della macchina comunale a cui, nonostante la massiccia operazione di recupero fiscale compiuta negli ultimi tre anni, sono sfuggiti 3.500 nuclei familiari con posizioni contributive anomale rilevate con il più tradizionale controllo, quello dell’anagrafe.
Nuovo summit coi revisori Intanto lunedì mattina a Palazzo è andato in scena un nuovo summit tra i dirigenti del Comune e il collegio dei revisori, finalmente ricomposto con la surroga di Filippo Riccardini che ha accettato di accomodarsi nell’organismo di controllo, prendendo il posto di Marco Silvestrini. Il collegio, in particolare Ada Pompili e Paolo Burini, hanno però depositato nuovi verbali con cui chiedono approfondimenti su poste di bilancio non ancora segnalate. Gli uffici del Comune sperano di sciogliere i nodi entro oggi, così da riuscire a fornire la totalità dei dettagli richiesti. Dopodiché non resta che attendere il parere finale dei revisori. Che a questo punto si spera di avere entro giovedì.
Piano di rientro, monito da Confindustria Se tutto dovesse filare liscio la giunta sarà chiamata a licenziare entro i primissimi giorni di novembre il bilancio 2013 e il Piano di rientro. Ed è proprio su quest’ultimo documento che la neo presidente della sezione locale di Confindustria, Laura Tulli, ha voluto lanciare un monito, inviato l’amministrazione a non adottare provvedimenti che possano «gravare ulteriormente sul tessuto economico e produttivo di Spoleto inasprendo ancor di più il regime fiscale». Nel mirino naturalmente il ritocco all’insù delle aliquote fiscali: «Siamo consapevoli della gravità e complessità della situazione finanziaria in cui versa il nostro Comune – ha sottolineato Tulli – tuttavia riteniamo che il nostro tessuto economico, produttivo e sociale sia già stato molto indebolito da questa lunga crisi. Utilizzare quindi con eccessiva veemenza la leva fiscale e tributaria significherebbe dare il colpo di grazia a molte delle nostre imprese che già si trovano in difficoltà. Confidiamo che il sindaco Benedetti, come dimostrato in alcuni passaggi del suo intervento, possa prendere in considerazione anche altre strade nell’attuazione del piano di rientro».
