di C.F.
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Sembra destinato a chiudersi con un passivo di quasi 80 mila euro il bilancio consuntivo 2014 di Ase e peggio potrebbe andare nel 2015 con previsioni che prevedono conti in rosso per oltre 100 mila euro. L’amministratore unico della spa del Comune di Spoleto, Angelo Musco, lunedì mattina è stato ascoltato in audizione dai consiglieri della commissione controllo e garanzia che hanno voluto fare il punto sulle condizioni dell’azienda partecipata al 100% dal municipio.
Causa per mobbing manda i conti in rosso In particolare, le criticità finanziarie sono principalmente frutto di un accantonamento di 60 mila euro a fondo rischi che Musco ha dovuto disporre in virtù di un procedimento per mobbing e demansionamento che due dipendenti hanno intentato nel 2012 contro Ase, chiedendo 100 mila euro di risarcimento ciascuno. «Negli ultimi due anni – ha spiegato Musco – non sono mai state accantonate somme, ignorando di fatto la causa pendente che dovrebbe arrivare a pronuncia nel giro di un mese, se il giudice ci darà ragione, recupereremo la somma iscritta al fondo rischi».
Riduzione entrate 2014 per 650 mila euro La perdita di esercizio 2014 potrebbe quindi ridursi sensibilmente, scendendo a meno di 20 mila euro, ma il pareggio di bilancio non verrebbe comunque centrato: «Sì, perché – spiega Musco – Ase è andata oltre la riduzione del 5% sui contratti, fronteggiando soltanto nell’ultimo trimestre un taglio al contratto di global service del 15% e stoppando la fatturazione di manutenzioni straordinarie all’ente, sicché abbiamo conseguito una riduzione delle entrate di circa 650 mila euro». E proprio in virtù delle previsioni economiche negative stimate per il 2015 (-104 mila euro) Musco il 12 novembre ha illustrato le razionalizzazione che vorrebbe mettere a punto nei prossimi mesi.
Piano di razionalizzazione 2015 da 330 mila euro In particolare, l’ex manager Monte Paschi vorrebbe realizzare nel corso dell’anno un risparmio di 350 mila euro, spostando gli uffici amministrativi e quelli operativi nel magazzino di proprietà comunale di San Nicolò, azzerando quindi i fitti passivi (40 mila euro) e le utenze relative. Di peso economico anche l’operazione di alleggerimento del personale disegnata dall’amministratore unico che vorrebbe distaccare al Comune tre dipendenti amministrativi Ase e mandare in pensione un dirigente, tagliando così la spesa del personale (nel 2014 circa 1.7 milioni) di 220 mila euro annui. Minori costi si dovrebbero registrare anche nella riorganizzazione dei software di gestione, che per Musco non è né razionale, né sicura, e sui contratti coi fornitori.
Riduzione entrate 2015 per 267 mila euro A fronte dei risparmi, però, per il 2015 sono previsti anche minori entrate pari a circa 267 mila euro, principalmente a causa della soppressione delle manutenzioni straordinarie (72.790 euro) e di custodia dei teatri (90 mila), gestione farmacie comunali (21.600) e pulizie (70 mila). Servizi, questi, che Ase finora subappaltava con gara a terzi, ma che da quest’anno saranno affidati direttamente dal Comune. Naturalmente alla riduzione dei ricavi per servizi che non saranno più erogati all’ente corrisponderà una riduzione della spesa, la cui quantificazione non è però nota.
Assenteismo in Ase Dulcis in fundo, anche alla luce dell’inchiesta della magistratura scaturita dai due esposti relativi ad assenze per malattia e certificati medici sospetti presentati in procura, uno da Musco e l’altro dal predecessore Loretoni, sono stati illustrati i livelli di assenteismo interni all’azienda che in media valgono il 19%, ma registrano picchi del 27% per gli operatori Federgas, gli operai con il costo medio orario più alto (45.2 euro l’ora).
