di C.F.
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Casina dell’Ippocastano, «sindaco e giunta individuino responsabilità». Sono stati illustrati giovedì sera in consiglio comunale dal presidente della commissione controllo e garanzia, Alessandro Cretoni (Pdl), gli esiti delle verifiche compiute tra maggio e novembre sulla delicata vicenda della Casina, locale storico della movida spoletina caduto in disgrazia ormai da alcuni anni e finito al centro di un esposto presentato dalle opposizioni alla Corte dei Conti che ha poi proceduto all’acquisizione dei carteggi del caso. Ma anche di una mozione di sfiducia a carico dell’assessore Margherita Lezi.
Le quattro pagine di relazione ripercorrono, passo dopo passo, gli ultimi sette anni di gestione dell’immobile iscritto al patrimonio dell’Ente e su cui, tra il 2008 e il 2011, il Comune ha maturato crediti per oltre 20 mila euro relativi a canoni arretrati, senza contare i 45 mila usciti dalle casse di palazzo per finanziare l’intervento di riqualificazione degli ambienti riconsegnati in pessime condizioni. Da relazioni e audizioni di assessori e dirigenti, la commissione ha rilevato che nel maggio 2010 il gestore della Casina aveva comunicato la volontà di cessare l’attività a cui è seguito l’intervento dell’Ente che, fino al febbraio 2011, ha tentato di scongiurare la chiusura invitando la cooperativa Blu (consorzio Abn) a rilevare il locale.
Le conclusioni Ma il tentativo non è andato a buon fine e tra le mani palazzo municipio si è trovato solo crediti a quattro zeri. A quel punto: «La direzione patrimonio – si legge nella relazione – inviava alla società la diffida al pagamento della morosità ai fini del recupero coattivo delle somme dovute al Comune». E poi: «La commissione rileva un’insufficiente sinergia tra le direzioni, con lo Sviluppo economico, che al fine di evitare la cessazione dell’attività maturava la decisione di facilitare l’incontro tra il gestore e l’Abn per verificare la possibilità di un accordo, anziché procedere al recupero coattivo delle morosità accumulate». E in aula il presidente Cretoni è stato chiaro: «La giunta e il sindaco individuino le responsabilità». Il documento sarà inoltrato dai consiglieri d’opposizione alla Corte dei Conti che sul caso ha già avviato tutte le verifiche del caso.
