(foto U24)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Dal basket alla pallavolo, passando per la ginnastica ritmica. Sono in rivolta le società sportive della città dopo la revisione delle tariffe sportive (+18%) messe a punto dall’amministrazione comunale, in un’ottica di Piano di rientro. Ma ad alzare la voce contro la manovra economica del Comune sono anche gli albergatori imbufaliti per l’aumento della Tarsu (+30%), tassa che l’Ente ha scelto di mantenere alla luce dell’emendamento approvato ieri dal Parlamento.

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

«Sport umiliato» Ma cominciamo dallo sport. Presidenti e dirigenti societari già dal 2009 fanno i conti con i tagli del municipio, nonostante un’impiantistica per niente funzionale. «Nel 2009 – scrivono le cinque realtà più importanti della città – abbiamo subito un incremento dei costi orari delle palestre pari al 30% circa, mentre chi aveva aderito al sistema di gestione diretta “Adotta un impianto” nel 2010 si è visto tagliare il contributo iniziale del 23%, altro taglio del 30% è stato effettuato a fine 2011 e per concludere nel gennaio del 2013 è arrivato il taglio totale». L’operazione, complessivamente, ha permesso al Comune di recuperare 42 mila euro, ma la piccola manutenzione, così come apertura, chiusura e pulizia delle palestre è rimasta a carico delle società sportive. Le stesse che oggi, di fronte a un nuovo aumento delle tariffe orarie, si sentono «umiliate» dal trattamento riservatogli.

Tarsu +30% Con una lettera indirizzata direttamente alla giunta, invece, hanno fatto sentire la propria voce gli albergatori (Federalberghi e Fipe) ai quali non è piaciuta neanche un po’ la scelta di preferire, sulla base dell’emendamento, la vecchia Tarsu alla nuova Tares, mettendo in conto un aumento del 30% utile a coprire i 30 centesimi a metro quadro destinati allo Stato. Anche perché un incremento del 14% sulla tassa rifiuti si era già registrato lo scorso anno e pure qui all’aumento della pressione fiscale non ha fatto seguito l’innalzamento degli standard qualitativi del servizio.

Albergatori imbufaliti Ma non solo. Come già ricordato nei giorni scorsi da Confcommercio, l’amministrazione comunale è rimasta per lunghi mesi «sorda»alle istanze presentate dalla categoria che più volte aveva chiesto di essere ascoltata dalla commissione normativa per esporre le problematiche del caso. « Negli incontri richiesti – scrivono Federalberghi e Fipe – avremmo esposto le nostre soluzioni, affinché questo incremento potesse essere assorbito da sgravi fiscali sui rifiuti prodotti e smaltiti da aziende specializzate, perché come noto la percentuale che alberghi e ristoranti pagano è una tra le più alte in assoluto e non prevede agevolazioni, invece previste per altri settori. Tutto questo – concludono – per ribadire la gravissima situazione attraversata dalle aziende che con questa ulteriore “mazzata”, saranno sicuramente costrette a compiere tagli che incideranno sulla forza lavoro».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.