di C.F.
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«L’Ente è in dissesto finanziario». Non faticano a dirlo i consiglieri del gruppo Rinnovamento che nelle ultime settimane, non senza difficoltà, sono, prima, riusciti a farsi consegnare il faldone analitico dei circa 60 milioni di residui attivi presenti nel rendiconto 2012 e, poi, dopo un controllo a campione, costretto l’ormai ex direttore Angelo Cerquiglini, la giunta gli ha revocato l’incarico, ad ammettere l’iscrizione in bilancio di crediti insussistenti.
Per le opposizioni è dissesto La convinzione che l’equilibrio economico finanziario del Comune sia «gravemente compromesso» è maturata tra cartelle Ici annullate o pagate dai contribuenti e mai stornate, crediti tributari «inventati di sana pianta» e determine clonate per «gonfiare» il recupero della Tarsu. “Alchimie contabili” in parte confermate direttamente dall’ex dg Cerquiglini che nella relazione consigliata al gruppo Rinnovamento ha anche messo nero su bianco: «Il riaccertamento annuale dei residui non è necessario», quando invece è previsto dalla normativa.
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Allerta si sposta su residui passivi «Ed è inutile – mette in chiaro il consigliere Antonio Cappelletti – che il Comune sbandieri il tesoretto del Fondo svalutazione crediti (1.1 milioni, che quest’anno sarebbero dovuti diventare 2.3, ndr), quei soldi sostanzialmente non ci sono, senza contare che siamo di fronte a una svalutazione». Ma ora a preoccupare, se possibile ancora di più, sono i residui passivi. Già, perché se nell’attivo del documento economico sarebbero presenti «almeno 3 milioni di euro di crediti falsi», la paura è che sul fronte dei debiti sia stato compiuto «il gioco inverso, alleggerendo le cifre, ma qui la verifica è decisamente più complessa».
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Sul fronte dei controlli, poi, non è piaciuta neanche un po’ la «nomina unilaterale» del super esperto, Dante De Paolis, a cui si è affidata la giunta per la ricognizione contabile: «Doveva essere un garante – spiega Fabrizio Cardarelli – e in un’ottica di trasparenza sarebbe stato opportuno individuarlo insieme, ma il sindaco ha agito in un’autonomia, richiedendo un accertamento solo sul rendiconto 2012, quindi parziale e inutile». Per non parlare della mossa della riorganizzazione varata al fotofinish. «È una pagliacciata – commenta Gianmarco Profili – sono anni che gli chiediamo di tagliare dirigenti, vice e dg». La bufera a Palazzo sembra essere solo agli inizi.
