La folla ai funerali di D'Atanasio

di C.F.
Twitter @chilodice

«Quella di Nazzareno è una morte repentina e inaspettata che addolora la famiglia e quanti lo conoscevano, c’è bisogno di fermarsi per rimettere in ordine le idee, ma occorre anche raccogliere la sua eredità perché con Nazzareno non può morire quello che di importante a livello imprenditoriale, occupazionale e sociale ha costruito negli anni».

Funerali di Nazzareno D’Atanasio Questo un passaggio dell’omelia di don Eugenio Bartoli che ha officiato i funerali di Nazzareno D’Atanasio, fondatore e Ceo di Maran credit solution, deceduto a 59 anni a seguito di un malore che non gli ha lasciato scampo. Centinaia le persone che giovedì mattina hanno affollato la chiesa di Santa Rita, troppo piccola per contenere tutto il dolore, la stima e l’affetto che Spoleto ha voluto testimoniare all’imprenditore e alla sua famiglia devastata dalla perdita improvvisa. Intorno alla moglie Maria Teresa, ai figli Camilla ed Edoardo e ai fratelli Fabio e Alberto non si sono stretti solo i dipendenti della Maran, compresa una delegazione arrivata dalla sede di Catanzaro, ma tutti il mondo imprenditoriale, istituzionale, bancario e sportivo di Spoleto.

Don Eugenio Bartoli «Mi rivolgo – sono state le parole di don Eugenio – alla famiglia e a tutte le persone che sono coinvolte in azienda e che oggi, all’improvviso, si trovano ad assumere grandi responsabilità di fronte alle quali, – ha ricordato – Nazzareno non si è mai tirato indietro, a voi spetta raccogliere con intelligenza, energia e accordo l’eredità che ci ha lasciato perché è questo il modo migliore per commemorare un uomo generoso che ha fatto della sua vita anche una missione di aiuto a tante persone, convinto come era delle qualità di tutti noi e della possibilità di riscatto della vita».

Dipendenti: «Sentiamo responsabilità sulle spalle» Un’omelia breve, semplice ed estremamente chiara che ha incoraggiato i tanti presenti a non arrendersi al legittimo smarrimento che la scomparsa di Nazzareno può causare in azienda. Un rischio che gli oltre 400 dipendenti di Maran, tanti quelli occupati solo nel quartier generale di Santo Chiodo, non sono disposti a correre. In chiesa con voce rotta dalla commozione una dipendente a nome di tutto il personale ha affermato: «Queste sono le ore in cui tutti noi figli ci accorgeremo di essere pronti a raccogliere l’eredità del padre, la tua, per continuare a valorizzare Maran. Sentiamo sulle nostre spalle – ha proseguito – la responsabilità di non disperdere l’enorme sacrificio fatto da Nazzareno per creare un’azienda leader nazionale nel comparto e per questo – ha scandito con commozione – ci assumeremo l’impegno, non arretremo nemmeno di un centimetro da quei traguardi che la Maran ha raggiunto lo dobbiamo alla tua memoria, alla tua famiglia e a tutti gli azionisti e per farlo andremo ben oltre i nostri limiti insieme a chi spetterà l’arduo compito di succederti».

Lavoratori da Catanzaro: «Grazie per aver creduto anche in noi» Al fianco dei quattrocento di Spoleto, anche una delegazione di dipendenti in organico alla sede di Catanzaro. Giovani, come lo sono gran parte dei dipendenti Maran, che non hanno voluto mancare all’appuntamento, affrontando una lunga trasferta semplicemente per manifestare alla famiglia la stima e la riconoscenza verso l’investimento compiuto in Calabria: «Grazie per aver creduto in noi – ha detto una delle dipendenti presenti in chiara – per aver dato un po’ di speranza alla nostra città e anche se non ci vedevamo spesso, tutte le volte che sei venuto ci ha sempre trasmesso ottimismo».

Paloni (Maran-Nursia): «Sabato onoreremo in campo l’impegno» Profondamente addolorato anche Luca Paloni, direttore sportivo della Maran-Nursia, la squadra di calcio a 5. In chiesa, al fianco delle massime istituzioni civili e militari, tutti i giocatori in divisa: «Sei sempre stato un fiume in piena, con quattro mosse sapevi rendere semplice qualsiasi cosa, eri così nel tuo lavoro e sei stato così nella tua grande passione, il calcio a 5, sport intenso ed emozionante come te. Sabato giocheremo la finale per l’accesso alla serie A2, i ragazzi verranno a darti il cinque all’angolo della tribuna, poi onoreremo il nostro impegno per te che in questi dieci anni, scanditi dal puro divertimento e mai da un problema, sei stato un grande maestro per tutti i noi».

Maran eredità da raccogliere Nelle commozione generale il feretro è stato trasportato all’esterno della chiesa, dove moltissime persone sono rimaste per tutta la funzione, ed è stato accolto da un lunghissimo applauso. In cielo sono stati liberati palloncini arancioni e blu. I colori della Maran, l’eredità che D’Atanasio lascia a Spoleto.

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