di C.F.
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«Il Comune millanta crediti verso la Regione per oltre 1.4 milioni di euro, ma sono già stati liquidati o definanziati». Hanno risposto chiaro e tondo all’interrogazione con cui il consigliere Franco Zaffini (Fratelli d’Italia) chiedeva lumi su poste di bilancio sospette, gli uffici regionali che hanno confermato di aver trasferito da tempo gli stanziamenti previsti per palazzo Mauri e il portico di Loreto.
In bilancio anche crediti per lo svincolo sud L’Ente, in sostanza, ha già riscosso 1.3 milioni di euro relativi ai due interventi in questione, pur continuando a iscriverli regolarmente tra i residui attivi. Di più. «Un altro paradosso – scrive Zaffini – è rappresentato dalla vicenda dello svincolo sud della Flaminia, intervento segnato in bilancio per 142mila come credito vantato nei confronti della Regione, nonostante il progetto risulti definanziato con una delibera regionale del 2009 (la numero 421) in quanto, come noto a tutti, non è mai stato realizzato».
Crediti inesistenti Stando alla ricostruzione fornita dagli uffici e diffusa da Zaffini, dunque, tra le irregolarità contabili dell’Ente non ci sarebbero solo residui attivi datati e sprovvisti dei titoli idonei per essere contabilizzati, ma anche crediti inesistenti relativi a interventi conclusi o addirittura mai decollati e, quindi, definanziati.
Lavori pubblici tra le direzioni più critiche Che dal riaccertamento siano emerse forti criticità proprio nel comparto dei Lavori pubblici sarebbe evidenziato anche nella relazione del segretario generale Mario Ruggieri, salito martedì in procura insieme al dirigente Vincenzo Russo. Il documento però, malgrado l’invito alla trasparenza formulato dalle forze d’opposizione, è tuttora stretto nel massimo riserbo.
Zaffini: «Amministrazione più incapace della storia» Ma non è tutto. «Ai paradossi e ai crediti inesistenti – scrive Zaffini – si aggiunge l’inadempienza del Comune di Spoleto nel produrre la documentazione di rendicontazione per progetti e interventi diversi, realizzati tra il 2000 e il 2006, per un ammontare complessivo, dovuto dalla Regione, di quasi 3 milioni. Un ritardo grave degli uffici, avallato dalla disattenzione, o peggio dalla complicità, della guida politica dell’amministrazione comunale, rivelatasi la più incapace nella storia della città».
