di C.F.
Trasferire l’istanza al tribunale di Perugia o pronunciarsi da Crotone sul futuro della Spigadoro. È questa la riserva che, nella tarda mattinata di giovedì, il giudice del tribunale calabrese ha comunicato alle parti interessate alla vicenda, i legali della famiglia Podella, proprietaria del marchio, e quelli della ventina di operai della Flai-Cgil. L’atteso verdetto non è dunque arrivato e il rischio di dovere attendere la pronuncia ancora per qualche settimana crea non poche apprensioni tra i 54 lavoratori in organico all’azienda.
La paura degli operai e dei sindacati, in estrema sintesi, è di trovarsi a fare i conti con un lungo periodo di stasi, una sorta di limbo che, considerando il periodo, potrebbe protrarsi fino alla fine dell’estate. Ma da Crotone, in questo senso, sarebbe arrivata più di una rassicurazione. All’incubo della lunga attesa fa dunque da contrappeso la speranza di vedersi recapitare a stretto giro un nuovo avviso di convocazione.
Lo spiraglio dell’affitto di un ramo d’azienda, dopo i ripetuti annunci dell’interessamento da parte di cordate di imprenditori locali e addirittura di un investitore indiano, resterebbe l’unica via di fuga in un quadro a dir poco delicati. Ma i margini di manovra restano, è evidente, piuttosto ristretti e la possibilità che la proprietà centri il risultato, nonostante le recenti notizie riferite in commissione dall’assessore regionale Vincenzo Riommi dopo un colloquio con Giuseppe Podella, sono a dir poco ridotte.

