Le pistole usate nell'agguato di Maceratola

di Francesca Marruco

Un ergastolo e due condanne a vent’anni di galera. E’ quanto ha chiesto il pubblico ministero Mario Formisano al termine della sua requisitoria davanti al gup Luca Semeraro per l’omicidio di Emanuele Fe’, il rom ucciso il 23 maggio del 2011 a Maceratola, alle porte di Foligno e il tentato omicidio di Gabriele Rota, avvenuto nello stesso momento. Secondo il magistrato, si è trattato di «un agguato premeditato» per cui Giovinazzo merita l’ergastolo.

Le pene Per quel terribile fatto di sangue avvenuto alle porte di Foligno, il pm titolare del fascicolo ha chiesto l’ergastolo per il 37enne Salvatore Giovinazzo, e vent’anni di galera per Michele Candido e Nazareno Tiradossi.  Tutti e tre sono accusati di omicidio premeditato, tentato omicidio e porto abusivo di armi da fuoco. A sparare ai due rom materialmente furono Giovinazzo e Candido, anche se Candido non lo ha ammesso. Nella quantificazione della pena, il magistrato, che ha fatto la sua richiesta nell’ambito del rito abbreviato, ha considerato l’incensuratezza di Candido e Tiradossi. Il 20 settembre sono in programma le arringhe della difesa. Mentre la sentenza è attesa per il nove ottobre Le parti civili con l’avvocato Aurelio Pugliese hanno ribadito la loro richiesta di 20 milioni di euro di risarcimento.

Gli imputati Michele Candido, Nazzareno Tiradossi e Salvatore Giovinazzo erano stati riconosciuti dalla vittima scampata all’agguato Gabriele Rota come i suoi killer.  Rota aveva detto di aver visto Tiradossi alla guida e gli altri due che gli sparavano. Michele Candido era stato arrestato la notte della sparatoria, Salvatore Giovinazzo, arrestato, rimesso in libertà dal gip di Capua era stato nuovamente arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Giangamboni, e  Nazzareno Tiradossi, il padre della compagna di Candido, era stato arrestato insieme a Giovinazzo a Rosarno dai carabinieri del  nucleo investigativo di Perugia che avevano eseguito l’ordinanza insieme ai colleghi della compagnia di Foligno, e ai poliziotti della squadra mobile di Perugia e del commissariato di Foligno.

La ricostruzione La sparatoria avrebbe preso le mosse da un litigio avvenuto il pomeriggio tra Gabriele Rota, Emanuele Fe e Salvatore Giovinazzo, in casa di un’amica della moglie di Rota. La stessa donna proprietaria della Citroen C3 con cui viaggiavano i due rom prima di essere raggiunti e feriti. Era stata la stessa donna a riferire del litigio e delle frasi offensive dette dagli italiani rom arrivati a casa sua mentre Giovinazzo si trovava lì con la moglie per aiutare a lavorare la terra. Dopo la discussione Giovinazzo se ne sarebbe andato insieme alla moglie. Secondo la ricostruzione accusatoria, Giovinazzo avrebbe raggiunto poi Candido e Tiradossi e insieme sarebbero andati a cercare i due rom, che si sarebbero allontanati da casa della donna a bordo della sua Citroen C 3.