di Chiara Fabrizi
Avrebbe sparato ad altezza uomo. E lo avrebbe fatto per uccidere connazionali rivali. Ci poteva scappare il morto mercoledì sera davanti al Sound cafè quando due bande di albanesi si sono affrontate in viale Firenze. I primi arresti sono scattati, si tratta di due venticinquenni, ma all’appello mancano ancora sei, forse sette persone. Gli altri componenti e, soprattutto, l’uomo che poco dopo le 23 davanti al bar ha estratto una calibro 9 semiautomatica e fatto fuoco per almeno cinque volte, sono tuttora ricercati dai carabinieri .
Le bande rivali Il lavoro degli uomini del capitano Andrei Mattei prosegue da ore. Si ascoltano testimoni, si ricostruiscono le sequenze dei cinque minuti di follia e si cerca, freneticamente, di dare un volto e un nome ai componenti delle due bande di albanesi, una attiva nella zona e l’altra arrivata dal nord Italia, evidentemente, per regolare un conto aperto. Criminali forse un tempo vicini, ma oggi rivali, divisi da non si sa quale affare, droga, prostituzione, è presto per dirlo.
Spara per uccidere Quello che è certo è che una delle due bande, presumibilmente quella arrivata dal Nord, ha qualcosa da dire all’altra, quella locale. Li cercano al bar di viale Firenze, al Sound cafè, secondo alcune testimonianze quattro, cinque persone avrebbero fatto irruzione nel locale, armati di spranghe e bastoni. Da qui avrebbero portato fuori altre quattro, cinque persone. E a pochi metri da clienti terrorizzati li avrebbero, prima picchiati, e poi, se le perizie balistiche lo confermeranno, anche tentato di ucciderli. Sì, perché questa mattina i militari sono tornati sul posto per ulteriori rilievi. In un palazzo a pochi passi dal bar, conficcati nel muro, sono stati rinvenuti due proiettili sparati ad altezza uomo.
Gli arresti Le ricerche dei carabinieri scattano immediatamente, qualcuno riferisce di una Punto rossa utilizzata per la fuga, mentre non è chiaro come si sia dileguata l’altra banda. I militari fanno partire la caccia, poche ore e un giovane albanese di 25 anni viene fermato a bordo dell’utilitaria color vermiglio. Il volto è una maschera di sangue, è stato preso a bastonate in testa ed ha ferite piuttosto gravi. Viene portato in caserma, medicato ed arrestato. Poco dopo è il turno di un altro venticinquenne sempre albanese, lui non è ferito, ma i militari sono sicuri che sia attivamente coinvolto. L’accusa per entrambe è rissa aggravata dall’uso delle armi.
Caccia alle bande Le indagini sono in continua evoluzione, il lavoro degli inquirenti è frenetico, il comprensorio, e non solo, è setacciato palmo a palmo. Con ritmo serrato si stanno cercando gli altri componenti delle due bande. E soprattutto l’uomo che alle 23 di un giovedì sera ha esploso almeno cinque colpi davanti ad un locale popolato di clienti, sparando ad altezza uomo. Per lui l’accusa rischia di essere tentato omicidio.
Mismetti: «Scossa convivenza civile» All’indomani dell’inquietante episodio, il sindaco Nando Mismetti disponendo «il prolungamento dei servizi di vigilanza di polizia municipale nella fascia notturna» e chiedendo la collaborazione della polizia provinciale. Ma il primo cittadino parla anche «di fatti di violenza che scuotono la convivenza civile della città», come a sottolineare che la sparatoria di viale Firenze è un fatto sì grave e odioso, ma comunque isolato. «E’ necessario mantenere alta l’attenzione su fenomeni di violenza urbana – si legge nella nota stampa – garantendo la convivenza pacifica, senza allarmismi particolari legati ad episodi isolati che, per il contesto in cui si sviluppano, possono creare situazioni di disagio per la cittadinanza»


