L'auto pirata (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi e Francesca Marruco

La procura di Spoleto parla di un tentativo di depistaggio, se non addirittura di occultamento di cadavere. Hanno fornito versioni contraddittorie i fratelli Ametovsky nei minuti e nelle ore immediatamente successive all’incidente di via Santocchia quando Fazli Ametovsky, macedone di 19 anni e non 28 come fin qui riportato, sotto effetto di cocaina e al volante della Bmw station wagon ha travolto e ucciso Annarita Guerrini e ferito gravemente Clara D’Andrea, che attraversavano sulle strisce pedonali, per poi scappare.

Tentativo di fuga Come già emerso martedì mattina a bordo dell’auto c’erano anche il fratello con moglie e figlioletto. Donna e bambino sono stati fatti scendere in prossimità della residenza di famiglia, distante alcune centinaia di metri dal luogo della tragedia, ed è a quel punto che si sono accorti che il corpo della povera Annarita Guerrini, 60 anni, era stato trascinato per tutto il tragitto. A quel punto il fratello maggiore avrebbe chiesto l’intervento del 118, poi la donna sarebbe stata caricata in auto, ma al momento di avviarsi verso l’ospedale il diciannovenne ancora al volante avrebbe imboccato il percorso opposto. Qui sarebbe scattata la seconda telefonata al 118 del fratello del giovanissimo e poco dopo il rintraccio da parte degli uomini del commissariato di Foligno e dei sanitari del 118 che hanno riscontrato il decesso della sessantenne.

A breve senza permesso di soggiorno Elementi che per il sostituto procuratore Gennaro Iannarone, che a carico di Fazli Ametovsky ha ipotizzato l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso, sono fondamentali per chiedere la convalida dell’arresto e la conferma custodia cautelare in carcere perché se lasciato libero potrebbe tornare nel suo paese d’origine. Non solo. Il diciannovenne, già denunciato per guida senza patente e sabato al volante con una licenza di guida macedone su cui si nutrono dei dubbi, non ha una dimora stabile e gli è stato recentemente rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno motivo per cui, sempre secondo gli inquirenti è molto probabile che in caso di libertà possa diventare irreperibile.

Depistaggio La procura della Repubblica di Spoleto, sempre a supporto della convalida e della misura cautelare, l’udienza è stata fissata per mercoledì,  evidenzia anche le frasi contraddittorie che il fratello dell’indagato ha reso circa l’intenzione di portare la donna in ospedale e l’opposta direzione di marcia intrapresa dal fratello alla guida. Elementi che spingono gli inquirenti non solo a ritenere che  ma anche a ipotizzare che il giovane non solo sia stato attore di un depistaggio ma forse anche di un tentato occultamento di cadavere. E se dovesse tornare libero, gli inquirenti temono anche che possa aggiustare la versione da fornire mettendosi d’accordo con il fratello.

Autopsia Oltre all’udienza di convalida, gli inquirenti attendono anche gli esiti dell’autopsia sul corpo di Annarita Guerrini. L’esame autoptico chiarirà al magistrato se effettivamente la donna sia morta per l’impatto o per il trascinamento. Se, cioè, fosse possibile salvarla e a ucciderla sia stato proprio quel tragitto effettuato senza prestare soccorso dopo l’incidente.

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