di Chiara Fabrizi
Risultano 650 le persone accolte nella notte tra giovedì e venerdì nei centri di accoglienza riorganizzati tra Preci e Norcia dopo che, mercoledì sera, la terra è tornata a tremare con violenza. Nelle palestre o in strutture analoghe sono tornate le brandine ma nei campi o nei giardini delle abitazioni non saranno rimontate le tende. La decisione del dipartimento di protezione civile e del governo è stata comunicata ai sindaci della Valnerina giovedì sera al Centro operativo comunale dove intorno alle 20 sono arrivati il commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il capo della prociv, l’ingegner Fabrizio Curcio, oltre alla presidente Catiuscia Marini. Qui anche don Luciano Avenati e don Sam Fioretti, entrambi vicari della diocesi di Spoleto-Norcia, che sono tornati a ribadire il concetto già espresso giovedì mattina, quando la luce del sole ha mostrato la chiesa di San Salvatore (Campi di Norcia) sventrata e la basilica di Sant’Eutizio (Piedivalle di Preci) senza facciata: «Si potevano salvare – hanno detto alla soprintendente Marica Mercalli – dieci giorni fa eravamo tornati a sollecitare le puntellature».
VIDEO: NEI LUOGHI FANTASMA. REPORTAGE
FOTOGALLERY: REPORTAGE TRA I CROLLI E LO SMARRIMENTO DEGLI SFOLLATI
FOTOGALLERY DAI LUOGHI DEL SISMA
PRECI, NOTTE TRASCORSA AL CENTRO CARITAS
FOTOGALLERY: IL CAMPANILE DELLA CHIESA DI CAMPI A UN PASSO DAL CROLLO
Allestiti 450 posti letto ma niente tende Ma se la chiesa e il complesso monastico, peraltro tra i più antichi d’Italia e caro anche a San Francesco, sono già il simbolo delle scosse del 26 ottobre, al momento gli sforzi delle autorità sono tutti concentrati nell’assistenza alla popolazione. A Norcia, in base a quanto riferito in serata dal vicesindaco Pierluigi Altavilla, sono stati allestiti tre centri di accoglienza per circa 350 posti complessivi, di cui duecento al Palatennis e i restanti suddivisi tra la sede della proloco di Campi recentemente realizzata e la tensostruttura di Ancarano, le due frazioni di Norcia più colpite dalle due violente scosse. A Preci, invece, risultano un centinaio di posti letti ripartiti tra il centro Caritas, il prefabbricato in località Corone e un altro stabile a Castelvecchio. Ma il numero degli sfollati è ben più elevato e tanti trascorrono la seconda notte in macchina vicino alla propria abitazione oppure in garage. Soltanto a Norcia a seguito del sisma del 24 agosto si contano circa 300 persone in albergo e più di 900 che hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione, ossia le uniche due soluzioni confermate dalla protezione civile sul fronte dell’accoglienza, nonostante la grande paura della popolazione a rientrare nelle strutture ricettive e nelle abitazioni che non hanno riportato danni. In questo senso ieri sera al centro operativo comunale di Norcia, il capo del dipartimento nazionale Fabrizio Curcio e il commissario per la ricostruzioni Vasco Errani hanno incontrato i sindaci escludendo l’ipotesi di rimontare le tende a causa dell’inverno imminente e chiedendo uno sforzo organizzativo per supportare la popolazione anche dal punto di vista psicologico. Con loro la presidente Catiuscia Marini: «Dobbiamo cercare soluzioni per il breve e medio periodo che siano le più confortevoli possibili».
FOTOGALLERY: ABBAZIA DI SANT’EUTIZIO CROLLATA
SCUOLE, IL PUNTO SUI SOPRALLUOGHI
FOTOGALLERY: I DANNI A USSITA E VISSO
Valle Castoriana in ginocchio Alla delicatissima gestione degli sfollati si somma quella della conta dei danni, che cresce di ora in ora. Il censimento puntuale è ancora lontano, ma già alle prime luci dell’alba di ieri è emerso con chiarezza come i nuovi danni siano soprattutto nella zona della Valle Castoriana ossia tra Preci e le due frazioni di Norcia, Campi e Ancarano, l’area della Valnerina più vicina a Visso e che aveva superato discretamente il sisma del 24 agosto. Le due scosse di mercoledì sera (alle 19.18 di magnitudo 5,4 e alle 21.18 di magnitudo 5,9) hanno provocato una serie di crolli di abitazioni, in alcuni casi anche ristrutturate a seguito del sisma del 1997, ma anche numerose lesioni ben visibili dall’esterno che minacciano inagibilità se non nuovi crolli. Anche qui come nelle Marche la prima scossa ha fatto fuggire tutti dalle case, scongiurando molti rischi a seguito del secondo e più intenso terremoto. Aggravate anche le condizioni di alcuni edifici a San Pellegrino e Castelluccio dove si sono registrati nuovi crolli a stabili già danneggiati dalle scosse del 24 agosto. Verosimilmente già nella giornata di venerdì il sindaco di Preci, Pietro Bellini, e il collega di Norcia, Nicola Alemanno, firmeranno le ordinanze per l’istituzione delle nuove zone rosse per que centri abitati in cui l’accesso già da mercoledì sera è stato interdetto e risultano presidiate dai carabinieri. La misura, scattata due mesi fa per Castelluccio e San Pellegrino, dovrebbe interessare Ancarano e Campi dove si sono registrati significativi crolli e lesioni tali da far ipotizzare ai tecnici l’inagibilità per buona parte dell’abitato, ma a rischio c’è anche Piedivalle, Valle, Acquaro e la stessa Preci.
TRA GLI SFOLLATI A PRECI: «GRAZIE AI NIPOTI TROVO CORAGGIO DI RICOMINCIARE»
FOTOGALLERY: DEVASTATA LA CHIESA DI CAMPI
«Sant’Eutizio e San Salvatore si potevano salvare» La maxi ricognizione dei vigili del fuoco e dei tecnici della protezione civile è in corso sugli edifici strategici come scuole e ospedali. A margine di un accurato e approfondito sopralluogo compiuto giovedì pomeriggio dai pompieri, il nosocomio di Norcia è stato dichiarato interamente inagibile, fanno eccezione i locali al pian terreno del pronto soccorso che resta operativo ed è stato potenziato con doppi turni. I dodici pazienti ricoverati in Chirurgia e Medicina, come già riportato, sono stati trasferiti mercoledì sera all’ospedale di Foligno. A Preci risulta gravemente danneggiato il palazzo comunale dove già a seguito del sisma del 24 agosto erano comparse profonde lesioni, mentre si sta verificando la tenuta del plesso scolastico che ospita scuola materna ed elementare. Nella conta dei danni, va detto, a rappresentare il capitolo più pesante sono al momento i beni culturali, in particolare la chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia e la basilica di Sant’Eutizio a Piedivalle di Preci. Ed è proprio sui crolli massicci che muove l’ammonizione della diocesi di Spoleto-Norcia nei confronti della Soprintendenza a cui don Luciano Avenati, vicario del vescovo, non più tardi di una decina di giorni fa aveva sollecitato interventi di puntellatura o comunque di messa in sicurezza, tanto per la chiesa di Campi quanto per la basilica, uno dei complessi monastici più antichi d’Italia.«Don Luciano era convinto – spiegano dalla Curia – che i due edifici di culto non avrebbero retto a un’altra scossa». Ma gli esperti del ministero per i Beni e le attività culturali non sono arrivati in tempo. La questione è stata affrontata nella serata al Coc dove don Luciano, affiancato da don Sam, ha ribadito: «Sant’Eutizio e San Salvatore si potevano salvare». I due hanno poi lamentato anche meccanismi complessi per la richiesta dei sopralluoghi con trafile burocratiche piene di ostacoli. A rispondere la soprintendente Mercalli che, in sintesi, ha riferito come in questi due mesi si sia operato eseguendo gli interventi prioritari indicati dai Comuni e della protezione civile.
VIDEO: LA NOTTE TRA GLI SFOLLATI E I CROLLI DI VISSO E USSITA
MAPPA INTERATTIVA IN TIME-LAPSE: LE SCOSSE DALLE 19 ALLE 2
Marini e misure del governo Alle macerie della chiesa di San Salvatore si sommano le condizioni del campanile della chiesa Madonna della Bianca di Ancarano, fortemente compromesso. La popolazione residente nelle due frazioni risulta assistita nella tensostruttura e nella sede della proloco recentemente realizzata, dove sono alloggiate circa 150 persone come riferito dal vicesindaco Pierluigi Altavilla. A Norcia ieri pomeriggio i vigili del fuoco hanno recuperato la croce della basilica di San Benedetto e rimosso le guglie, mentre la cinta muraria continua a cedere. Gravemente danneggiata, come già emerso, anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Tra Preci e Norcia per tutta la giornata di giovedì anche la presidente Marini: «I nuovi eventi sismici di ieri – ha detto – hanno inferto un duro colpo alla Valnerina nel momento in cui stavamo uscendo dall’emergenza, a cui siamo di colpo tornati indietro e per di più con un livello di danneggiamento ancor più ampio e diffuso. Quindi, dobbiamo ora ricominciare daccapo, pensando ora prima di tutto all’assistenza alle persone ed alla loro sicurezza, cercando soluzioni nel breve e medio periodo che siano le più confortevoli possibili». Ci sono poi i danni al patrimonio artistico e religioso, definiti dalla presidente «ingentissimi. Ciò – aggiunge – impone che vengano adottate misure ben più efficaci, che consentano interventi di tutela di questo straordinario patrimonio che siano più spediti ed in grado di poter preservare al meglio questa inestimabile ricchezza». Dopo una informativa del premier Renzi sul terremoto di ieri sera il Consiglio dei ministri ha adottato una delibera che estende gli effetti della dichiarazione di stato d’emergenza già adottata il 25 agosto scorso agli eventi sismici che hanno colpito ieri Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, per destinare 40 milioni di euro e consentire al capo del dipartimento della protezione civile, l’ingegner Curcio, di assicurare «con la massima tempestività ed efficienza gli interventi necessari all’assistenza alle popolazioni colpite». Tra gli altri provvedimenti deliberati oggi dal Cdm anche l’attuazione della direttive Ue sui risarcimenti per violazioni in materia di Antitrust, sulle tutele per i lavoratori stagionali e sulla confisca e il sequestro dei proventi da reati.
@chilodice
