La richiesta era stata fatta dal questore Nicolò D'Angelo ( foto archivio Troccoli)

di Fra. Mar.

Sono previsti tempi brevissimi per avere a pieno regime il reparto prevenzione crimine Umbria – Marche che il capo della polizia si appresta ad istituire con un decreto. Ed è proprio con questa finalità che giovedì 26 luglio, in prefettura a Perugia si terrà una riunione che consenta entro breve l’operatività a Perugia del nuovo reparto con competenze sull’unico territorio italiano, quello del centro Italia, senza questo tipo di reparto specializzato.

La riunione operativa Alla riunione straordinaria, convocata su iniziativa  del Prefetto Vincenzo Cardellicchio, giovedì 26 luglio alle ore 9.30, prenderanno parte tutti i firmatari del Patto per Perugia Sicura che stipuleranno un atto aggiuntivo al Patto, con l’indicazione di tempi, competenze e modalità d’intervento per l’allestimento del nuovo presidio.

La risposta dello stato L’istituzione del Reparto Prevenzione Crimine a Perugia, espressamente richiesta dal Questore Nicolò D’Angelo, in attesa dell’ufficializzazione con il decreto del Capo della Polizia, è una delle risposte individuate dal Ministero dell’Interno alla crescente domanda di sicurezza che di recente, in relazione ad alcuni gravi episodi accaduti sul territorio, era stata congiuntamente avanzata dalle Istituzioni locali e di cui anche il Prefetto Cardellicchio si è fatto personalmente interprete sin dal suo insediamento in provincia, in attuazione degli indirizzi di sinergia e piena collaborazione confermati dal Ministro Annamaria Cancellieri in occasione della sua visita a Perugia del 4 giugno scorso.

50 uomini in più Il Reparto Prevenzione Crimine Umbria-Marche, a regime, avrà un organico complessivo di 50 uomini (un Commissario, cinque Ispettori, dieci Sovrintendenti e 34 Agenti/Assistenti). La sede del Reparto verrà allestita presso alcuni locali della Questura di Perugia, in via del Tabacchificio, il cui riadattamento ed adeguamento funzionale sarà curato dal Comune di Perugia con oneri ripartiti a carico dello stesso Comune, della Regione Umbria e della Provincia di Perugia.

La storia I Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato (incardinati all’interno della Direzione Centrale Anticrimine alla direttive del Servizio controllo del territorio) sono nati a metà degli anni ’90 come risposta all’evoluzione dei fenomeni criminali che imponeva la ricerca di metodi operativi all’avanguardia. Essi formano una “task force” di intervento rapido sul territorio ed una risorsa strategica per il contrasto di fenomeni criminali particolarmente complessi, in modo da supportare le pianificazioni anticrimine pensate per le singole realtà geografiche.

Cosa fanno Si tratta, di una struttura di pronto intervento altamente specializzata, formata da personale in costante movimento sul territorio nazionale per fornire supporto agli uffici investigativi locali, collaborando nelle più importanti operazioni di polizia giudiziaria ed offrendo un contributo essenziale nelle situazioni in cui è necessario un controllo più capillare del territorio con servizi di prevenzione specifica e mirata. L’alto livello di specializzazione di tali strutture ha consentito di raggiungere importanti successi operativi anche in aree complesse, come ad esempio l’Aspromonte, la Barbagia, a Napoli, in Sicilia; negli ultimi quindici anni di attività, i Reparti hanno assicurato più di 15.000 interventi con una media giornaliera di 170 equipaggi impiegati; più di 6 milioni di persone e quasi 3 milioni di veicoli controllati, 17.000 persone arrestate, 320 chili di stupefacente sequestrato.

Mancava solo qui Attualmente in Italia sono già operativi 19 Reparti Prevenzione Crimine, strategicamente dislocati nelle aree più delicate del Paese; essi hanno sede a Milano, Padova, Torino, Genova, Bologna, Reggio Emilia, Firenze, Pescara, Roma, Napoli, Bari, Lecce, Potenza, Rende (CS), Siderno (RC), Rosarno (RC), Palermo, Catania e Abbasanta (OR).  L’istituzione del Reparto di Perugia, con competenza su Umbria e Marche, rappresenterà una nuova risposta di particolare attenzione ed alto impegno dello Stato verso un’area geografica che presenta specifiche peculiarità anche sotto il profilo della domanda di sicurezza e delle sottese esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità.

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